NFL: ecco la Top and Worst della Regular Season

Finisce la Regular Season in NFL, è tempo di bilanci e soprattutto di stilare la classifica dei Top&Worst, ecco tutti i nomi!

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Archiviata la regular season, sabato sera (22,25 ora italiana) scattano i playoff NFL 2019 con la sfida tra gli Houston Texans e gli Indianapoli Colts. La fine della regular season significa anche che è tempo di “premi”: andremo a presentare una shortlist di nomi e cercheremo di motivare le nostre scelte.

Fast your seat belts e partiamo:

COACH OF THE YEAR

Partiamo subito con il premio al miglio allenatore: nonostante la leggera flessione sul finire della regolar season l’attacco atomico che Reid ha messo in mano a Mahomes gli garantisce il premio. Alle sue spalle invece il coach che ha assemblato la difesa migliore ovvero Matt Nagy che ha riportato agli antichi fasti la difesa dei Bears. Galvanizzato dal ritorno a pieno regime di Luck e dall’esplosione dei rookie Leonard e Nelson chiude il podio Frank Reich degli Indianapolis Colts.

Andy Reid, Kansas City Chiefs

Matt Nagy, Chicago Bears

Frank Reich, Indianapolis Colts

COMEBACK PLAYER OF THE YEAR

Premio come Comeback player of the year a Andrew Luck, che dopo aver perso intera stagione 2018 per un problema alla spalla, torna in sella al suo destriero e riporta i Colts nei playoff. Stesso discorso per JJ Watt e Deshaun Watson che ritornando al loro posto nelle file dei Texans trasformano una squadra da bassa classifica in una playoff contender.

Andrew Luck, QB, Indianapolis Colts

2  J.J. Watt, DL, Houston Texans

Deshaun Watson, QB, Houston Texans

BIG DELUSIONS

Non solo gioie in testa classifica… veniamo alle delusioni. Fino alla scorsa stagione l’idea di affrontare contemporaneamente Le’veon Bell e Antonio Brown era sufficiente a togliere il sonno a qualunque Defensive coordinator. Appunto, era… Bell non ha mai interrotto l’holdout inizio ad inizio stagione, Brown non è mai stato il fattore che era negli anni precedenti e pare abbia chiesto di essere tradato a fine stagione dopo una lite con Roethlisberger. Fine di un ciclo?

il ciclo doveva iniziarlo invece a Minneapolis Kirk Cousins, uscito dalla free agency con un monster contract da 84 milioni per 3 anni completamente garantiti. Nonostante la super stagione di Adam Thielen i Vikings guarderanno i playoff in Tv e il principale indiziato è proprio in neo QB e la sua incapacità di vincere contro team con record positivo.

Chiede il podio Kareem Hunt. Sinceramente non riesco  capire come si possa buttare nel cesso una carriera strapagata da star NFL in maniera così idiota.
Menzione d’onore per Rueben Foster, tagliato dai 49ers per un’accusa di violenza domestica (pare prossima alla caduta, e subito firmato dai Redskins ) e Malcolm Butler, accasatosi a Tennessee con un contrattone da 61M dopo l’esclusione dal SB dello scorso anno e divenuto il bersaglio preferito di tutti i QB avversari (escluso Tom Brady). Che anche questa volta avesse ragione Belichick?

Kareem Hunt, RB, Kansas City Chiefs

Kirk Cousins, QB, Minnesota Vikings

Bell & Brown, Pittsburg Steelers

OFFENSIVE ROOKIE OF THE YEAR

Che il draft 2018 fosse ricco di talento lo si era scritto in ogni dove, ora sappiamo che era tutto vero. Il draft dei 5 qb scelti al primo giro ne piazza due sul podio; sul gradino più alto Baker Mayfield, scelto un po’ a sorpresa dai Brown con la prima chiamata assoluta ( si narra che i Patriots fossero pronti a salire fino alla 2 per chiamarlo e si è intuito il perché). 7 vittorie a Cleveland non si vedevano da tempo immemore. Se Mayfield ha aperto il primo giro, Lamar Jackson l’ha chiuso così come ha chiuso la stagione da Starter a Baltimore. in mezzo Saquon Barkley, che a new york, sponda Giants, ha fatto vedere numeri da predestinato: 1307 yd su corsa e 11 td più 721 yd e 4 TD su passaggio.

Baker Mayfield, QB, Cleveland Brown

Saquon Barkley, RB, N.Y. Giants

Lamar Jackson,  QB, Baltimore ravens

DEFENSIVE ROOKIE OF THE YEAR

In molti si erano chiesti come avesse fatto un fenomeno del calibro di Derwin James a scendere fino alla 17… a cominciare dai Chargers che non se lo sono fatti scappare. l’ex FSU non ha tradito le attese guadagnandosi la chiamata al Probowl già nell’anno da Rookie. Sul secondo gradino del podio Leonard, Lb scelto al secondo giro dai Colts che si è permesso di vincere la classifica dei placcaggi nell’anno da rookie. Chiede il podio Chubb, che esattamente come nelle previsioni, ha imperversato sulle OL avversarie opposto a Von Miller.

Derwin James, S, L.A. Chargers

Darius Leonard, LB, Indianapolis Colts

Bradley Chubb, EDGE, Denver Broncos

OFFENSIVE PLAYER OF THE YEAR

Il premio di miglior giocatore d’attacco dell’anno va a Elliott, Rb dei Dallas Cowboys. Pur senza l’appeal dell’anno da Rookie Zeke ha prodotto oltre 2000 yd dalla LOS e 9 TD finendo l’anno come miglior RB per yards. Al secondo posto DeAndre Hopkins che piazza una mostruosa stagione da 1572 yd e 11 TD. Sull’ultimo gradino del podio McCaffrey dei Panthers, forse l’unica nota positiva in una stagione tutt’altro che da ricordare per i Panthers.

1  Ezekiel Elliott, RB, Dallas Cowboys

DeAndre Hopkins, WR, Houston Texans

Christian McCaffrey, RB, Carolina panthers

DEFENSIVE PLAYER OF THE YEAR

Sul miglior difensore non c’è molto da dire: quando un’interior lineman produce 20.5 sack il discorso è chiuso in partenza. Lo strapotere che ha mostrato quest’anno Aaron Donald non si vedeva da parecchio. Si fa fatica a credere che quel peso, quella velocità e quella potenza nella parte superiore del corpo riescano a convivere. Solo la stagione insensata di Donald può relegare al secondo posto l’anno fantastico di Mack alla guida della difesa dei Bears. Chiude il podio Bobby Wagner, leader della difesa dei Seahawks.

Aaron Donald, DL, L.A. Rame

Khalil Mack, EDGE, Chicago Bears

Bobby Wagner, LB, Seattle Seahawks

MVP

La stagione insensata fatta da Donald gli vale il gradino più basso del podio ma sono 2 QB a contendersi il titolo di MVP: da un lato Patrick Mahomes, che al secondo anno nella lega stampa una stagione da 5097yd e 50 TD, mostrando una maturità e una capacità di sviluppare il gioco ai limiti del comprensibile, dall’altra Drew Brees che nonostante si fermi a poco dalle 4000yd riesce a dare a ogni sua giocata quell’aura di invincibilità tipica degli “eletti”. La leggera flessione sul finire della stagione e la mancanza di esperienza fanno pendere alla fine l’ago della bilancia verso il veterano Brees.

Drew Brees, QB, New Orleans Saits

Patrick Mahomes, QB, Kansas City Chiefs

Aaron Donald, DL, L.A. Rams

 

Raffaele Tortora

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