Parigi – Roubaix: benvenuti all’inferno del nord

257 chilometri; 29 settori di pavé: ecco gli ingredienti della classica francese

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Parigi - Roubaix

Per molti la corsa dell’anno, quella a cui intorno ruota tutta la stagione. Per altri l’obiettivo di una vita. Per altri ancora un sogno o un vero inferno. Stiamo parlando della Parigi – Roubaix, la corsa del pavé, “l’inferno del nord”.

Giunta alla sua 117° edizione, la “regina delle classiche” si presenta con un percorso invariato rispetto all’ultima edizione: 257 chilometri di cui ben 54,5 sulle pietre, suddivisi in 29 settori.

Quest’anno la corsa si prevede, se consideriamo i risultati delle classiche del nord corse finora, molto incerta, con un ampio parterre di pretendenti per la vittoria finale. Proviamo a fare una breve analisi di quelli che, per noi, sono i favoriti, non necessariamente in ordine.

Peter Sagan: è sotto gli occhi di tutti che il campione slovacco sia sotto tono, nonostante i segnali confortanti visti al Fiandre di settimana scorsa. Inutile negare, come del resto confermato dal suo allenatore, il basco Patxi Vila, i risultati non sono quelli attesi. Vila, tra l’altro, smentisce che la preparazione di Sagan sia stata incentrata sulla Liegi, anzi sottolinea come Sanremo, Fiandre e Roubaix fossero suoi obiettivi. Il tre volte campione del mondo è stato in grado, in passato di stupirci: come non ricordare, per esempio, l’impresa dello scorso anno proprio alla Roubaix, con l’attacco a 54 km dal traguardo? Senza ombra di dubbio lo slovacco avrà tanta voglia di rivalsa e andrà a cercare un successo che può cambiare il suo inizio di stagione.

Alexander Kristoff: il norvegese si è molto ben comportato in questa prima parte di stagione. Terzo al Fiandre, primo alla Gand – Wevelgen con un allungo “difensivo” prima degli ultimi muri. Già nella top ten nel 2013 e nel 2015, potrebbe essere l’anno buono per mettere nel palmares un altro importante successo.

Greg Van Avermaet: il corridore della CCC Team, seppur senza acuti vincenti, è sempre stato nel gruppo dei primi nelle corse a cui ha partecipato. Decimo all’ultimo Fiandre, si è dichiarato in buone condizioni. Secondo noi, in una gara come la Roubaix, potrebbe avere una squadra non all’altezza per lottare per il podio.

Oliver Naesen: secondo alla Sanremo, ottavo ad Harelbeke, terzo a Wevelgem, settimo al Fiandre. La condizione del belga è senza dubbio ottima, e dopo il dodicesimo posto del 2018, potrebbe fare la voce grossa in questa edizione.

John Degenkolb: annata sotto tono per il tedesco, se si esclude il secondo posto ottenuto nella Gand – Wevelgen. Senza dubbio il percorso gli si addice, come conferma il successo del 2015. Se supportato dalla squadra e portato a giocarsi lo sprint finale, può dire la sua.

Zdenek Stybar: il corridore della Deceunink – Quick Step arriva da un deludente Fiandre, concluso lontano dai primi. Al suo attivo ha due secondi posti, ottenuti nel 2015 e nel 2017. Le sue doti da crossista potrebbero giocare un ruolo decisivo nei tratti di pavé più impegnativi e potrebbero portarlo ad un successo tanto cercato ma solo sfiorato.

Wout Van Aert: il belga avrà tutta la squadra, il Team Jumbo – Visma, a sua disposizione. Già protagonista su strada quest’anno, con il sesto posto alla Sanremo, il terzo alla Strade Bianche e il secondo alla E3, potrebbe come Stybar far valere le sue doti da crossista. Nel 2018, alla sua prima esperienza, fu tredicesimo.

Sep Vanmarcke: il corridore belga, amante di questo tipo di gare, è alla ricerca di un successo tanto sfiorato quando sognato. Fondamentale con il suo lavoro per Bettiol al Fiandre, vanta una forma che gli può fare ben sperare. Autore di quattro top ten alla Roubaix e sfiorata con il secondo posto del 2013, avrà tutta la squadra a sua disposizione.

Matej Mohoric: protagonista in più occasioni in questo inizio di 2019, il corridore sloveno cerca la conferma con un risultato di prestigio. È alla sua prima apparizione.

Silvan Dillier: il suo nome è quasi un obbligo. Lo scorso anno, secondo all’arrivo, fece una vera impresa: in fuga dalla mattina, resistette all’attacco di Sagan con il quale andò a giocarsi la vittoria allo sprint nel velodromo. Il ventottenne svizzero si presenta alla partenza a supporto del più quotato compagno di squadra Oliver Naesen, ma dopo il risultato del 2018 siamo certi che proverà a giocarsi le sue carte.

Gli italiani. Il più atteso è senza dubbio il campione europeo Matteo Trentin: arriva da un Fiandre abbastanza deludente in cui non è stato in grado di restare con i primi: sicuramente sarà al via con tanta voglia di rifarsi; Daniel Oss sarà al via a supporto del suo capitano, Sagan, ma se lo slovacco accusasse qualche problema potrebbe avere la possibilità di giocarsi le sue carte; Gianni Moscon arriva da una prima parte di annata difficile, causata dalla caduta all’UAE Tour: nel 2017 ci fece sognare conquistando un quinto posto di prestigio ma la sua tenuta fisica è tutta da verificare.

L’ultima vittoria italiana risale al 1999 con Andrea Tafi: il corridore toscano voleva essere al via di questa edizione e si è allenato tutto l’inverno scorso per cercare una squadra. Sarebbe stato un clamoroso ritorno, a 52 anni. Purtroppo per lui, anche se non aveva ancora nessun contratto in tasca, una brutta caduta, in una gara amatoriale del 16 marzo 2019, lo ha messo fuori gioco definitivamente.

Gli outsider: ovviamente ci sono molti altri corridori in grado di giocarsi le proprie chance, come per esempio il norvegese Edvald Boasson Hagen, il francese Arnaud Demare, il tedesco Nils Politt, il belga Tiesj Benoot, il danese Magnus Cort Nielsen e il tedesco André Greipel. Come non tornare al 2016 quando l’australiano Mathew Hayman mise “nel sacco” Boonen dimostrando che, mai come altre gare, la Parigi – Roubaix può avere qualsiasi risultato.

IL PERCORSO

Parigi - Roubaix

TRATTI DI PAVE’ (tra parentesi i chilometri percorsi, la lunghezza del tratto e la classificazione della difficoltà da 1 a 5 stellette)

29: Troisvilles – Inchy (km 97,5 – 0,9 km) **
28: Briastre – Viesly (km 108,5 – 3 km) ****
27: Viesly – Quiévy (km 101,5 – 1,8 km) ***
26: Quiévy – Saint-Python (km 116 – 3,7 km) ****
25: Saint-Python (km 118,5 – 1,5 km) **
24: Vertain – Sain-Martin-sur-Ecaillon (km 127,5 – 2,3 km) ***
23: Verchain-Maugré – Quérénaing (km 136,5 – 1,6 km) ***
22: Quérénaing – Maing (km 140,5 – 2,5 km) ***
21: Maing – Monchaux-sur-Ecaillon (km 142,5 – 1,6 km) ***
20: Haveluy – Wallers (km 156,5 – 2,5 km) ****
19: Trouée d’Arenberg (km 164,5 – 2,3 km) *****
18: Wallers – Hélesmes (km 170 – 1,6 km) ***
17: Hornaing – Wandignies (km 179 – 3,7 km) ****
16: Warlaing – Brillon (km 185 – 2,4 km) ***
15: Tilloy – Sars-et-Rosières (km 188,5 – 2,4 km) ****
14: Beuvry – Orchies (km 194 – 1,4 km) ***
13: Orchies (km 199 – 1,7 km) ***
12: Auchy – Bersée (km 206,5 – 2,7 km) ****
11: Mons-en-Pévèle (km 212 – 3 km) *****
10: Mérignies – Avelin (km 215,5 – 0,7 km) **
9: Pont-Thibault – Ennevelin (km 220 – 1,4 km) ***
8: Templeuve – L’Epinette (km 224 – 0,2 km) *
8: Templeuve – Moulin-de-Vertain (km 225 – 0,5 km) **
7: Cysoing – Bourghelles (km 232 – 1,3 km) ***
6: Bourghelles – Wannehain (km 234,5 – 1,1 km) ***
5: Camphin-en-Pévèle (km 239,5 – 1,8 km) ****
4: Carrefour de l’Arbre (km 242,5 – 2,1 km) *****
3: Gruson (km 244 – 1,1 km) **
2: Willems – Hem (km 251 – 1,4 km) ***
1: Roubaix (km 256 – 0,3 km) *

Il primo snodo della gara sarà, anche se mancheranno ancora più di 90 km dall’arrivo, il passeggio nella foresta di Arenberg: assisteremo sicuramente ad una volata da parte delle squadre per entrare nelle prime posizioni. Probabilmente in questo tratto non si potrà vincere la Roubaix, ma di certo la si potrebbe perdere: prendere nelle retrovie questo settore vorrebbe dire, quasi sicuramente, essere escluso dai giochi o comunque essere costretti a spendere troppe energie per rientrare. Da questo momento in poi inizierà la bagarre: i settori 12 e 11 riteniamo possano essere quelli che faranno esplodere la corsa. In caso di un gruppo ristretto, se qualcuno volesse evitare la volata, i settori 5 e 4 sono gli ideali per cercare un allungo.

Noi, se dobbiamo sbilanciarci e azzardare i tre nomi del podio, diciamo: Sagan, Vanmarcke, Kristoff… a voi scegliere l’ordine!

La Parigi – Roubaix la si potrà seguire su Raisport, con diretta dalle 11.00, e su Eurosport 1, sempre con diretta dalle 11.00.

Infine un pensiero va al belga Michael Goolaerts, che nel 2018 per causa di un arresto cardiaco nel tratto di pavé di Viesly, cadde a terra privo di coscienza e spirò, qualche ora dopo, all’ospedale di Lilla. Proprio il tratto di Vielsy da quest’anno sarà a lui dedicato.

La redazione

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