Paul George si opera in vista della prossima stagione. Ma ancora non si sa dove giocherà

Paul George si è sottoposto ad un'operazione chirurgica alle giunture. Quale sarà il futuro dell'ala piccola? Ancora dai Thunder o nuove sfide lontano da Oklahoma City?

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Si trattava di un intervento di routine, ma comunque per via del peso del nome fa sempre notizia: Paul George ha postato tramite social una fotografia di lui in sala operatoria. Sorridente e “in buono spirito”.

L’operazione è una classica pulizia precauzionale delle giunture. Una di quelle cose di cui i cestisti NBA hanno decisamente bisogno, visto i tanti allenamenti e soprattutto le 82 partite di Regular Season più gli eventuali Playoff. Ora avrà bisogno dalle 6 alle 8 settimane di riposo. Paul George è uno di quei nomi più che chiacchierati. Dal primo luglio, l’ala piccola di OKC sarà free agent e quindi il balletto delle trade comincerà. Anche perché PG13 è uno di quei cestisti capaci di spostare gli equilibri. Da tempo si parlava di un suo ‘ritorno’ a Los Angeles, ai Lakers. George è infatti nato a Palmdale, nella contea di L.A. Ma negli ultimi tempi si è vociferato anche di un interessamento di Philadelphia, che così potrebbe avere nella starting lineup Simmons, Redick, George, Saric ed Embiid. E in panchina Fultz, Belinelli, Convington e McConnell. Veramente una grande contender. Ma è aperta per Phila la questione LeBron. Se il Re vorrà accasarsi in Pennsylvania, non ci sarà storia. Paul George non andrà lì.

Spicca il big match fra Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder. Nella tana di coach Donovan, Westbrook mette a segno 30 punti, 8 rimbalzi e 13 assist. Paul George fa 33 ed Antony 18. E sono abbastanza. I canadesi non brillano particolarmente. DeMar DeRozan mette a referto solo 15 punti. E OKC trova continuità, dopo la grande vittoria contro i Rockets.

Ancora, si è parlato nel tempo di un altro anno ad OKC (il giocatore eserciterebbe così l’opzione contrattuale di 20,7 milioni di dollari). Ad Oklahoma City, la stagione dell’ala piccola è stata particolarmente altalenante. Come quella dei Thunder, in effetti. Il nuovo superteam dell’ovest era indicato come uno dei favoriti al titolo, secondo molti osservatori. Ma coach Billy Donovan non è riuscito a trovare una giusta quadra: Westbrook è stato sempre inarrestabile, una stagione nuovamente in tripla doppia di media (l’unico nella storia dell’NBA a riuscirvi per due stagioni consecutive), ma un po’ meno dominante visto gli arrivi in squadra. E’ cresciuto anche molto Steven Adams, di ruolo centro. La sua connection con il playmaker è probabilmente la cosa meglio riuscita durante la stagione. Carmelo Anthony ha deluso, il ruolo di ala grande non è proprio il suo e forse di questo ha risentito particolarmente. Su George, come detto si è reso protagonista di una stagione altalenante: spesso Donovan lo ha fatto giocare più di tutti gli altri cestisti, lasciando che guidasse la second unit quando Westbrook, Adams e Anthony finivano in panchina. In alcune partite ha messo a segno grandi canestri ed ha messo a referto ottime prestazioni. Ma in altri match è sparito. Esempio lampante, le ultime due partite di postseason: in Gara 5, ha fatto una di quelle prestazioni da consegnare ai posteri (34 punti, 8 rimbalzi, 2 assist, 2 steal e una stoppata. Ma si tratta proprio di una grande prestazione, con il 46% dal campo, l’80% dai liberi e grandi giocate). Poi in Gara 6 si è completamente liquefatto, mettendo a referto solamente 5 punti, 0/6 triple, 2/10 da dentro l’arco, con alcune scelte sul finire di partita che hanno lasciato a senza parole i tifosi Thunder. Certamente su tutta la franchigia ha pesato l’infortunio a metà stagione del miglior difensore di OKC ed uno dei migliori dell’intera lega, Andre Roberson. Ma una squadra da quel potenziale avrebbe potuto fare di più. Paul George avrebbe potuto fare di più.

Sep 25, 2017; Oklahoma City, OK, USA; Oklahoma City Thunder forward Paul George (13), guard Russell Westbrook (0) and forward Carmelo Anthony (7) pose for photos during the Oklahoma City Thunder Media Day at Chesapeake Energy Arena. Mandatory Credit: Mark D. Smith-USA TODAY Sports ORG XMIT: USATSI-363579 ORIG FILE ID: 20170925_kek_ax3_059.JPG

Adesso starà a lui decidere cosa fare. Se riprovare ancora una volta con OKC (e se vengono messe a posto una serie di cose, le possibilità per arrivare alle Finals c’è) oppure andare dove praticamente tutti, sin dalla scorsa postseason lo indicavano: ai Los Angeles Lakers, per la nuova rifondazione della franchigia di Magic Johnson. George sarebbe il leader indiscusso e sotto la sua ala protettrice vi sarebbe l’opportunità di far crescere alcuni cestisti di ottime prospettive come Lonzo Ball e Kyle Kuzma. Certamente quest’operazione chirurgica non nasce dal niente e significa qualcosa: Paul George è pronto per stupire la prossima stagione. Dove vorrà farlo, ancora non è dato saperlo.

 

Daniele Errera

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