#PillolediGiro: tappa 16 Lovere-Ponte di Legno

La sedicesima tappa del Giro d'Italia partirà da Lovere per terminare a Ponte di Legno. La frazione prevedeva la scalata del Gavia e del Mortirolo, ma a causa delle condizioni climatiche, il Gavia salterà per l'edizione del Giro d'Italia 102

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La frazione numero sedici del Giro d’Italia, partirà da Lovere per arrivare a Ponte di Legno, tappa lunga 194 km. Ma le difficoltà di questa tappa non sono gli infiniti chilometri da percorrere, ma le  salite di giornata, soprattutto il Passo del Mortirolo. Su queste strade sono state scritte pagine incredibili del ciclismo. Il passo Gavia, era uni dei passi più attesi di quest’edizione del Giro d’Italia, ma a causa delle avverse condizioni meteo, l’organizzazione ha deciso di non far transitare il Giro sul Gavia, inserendo il Cevo e l’Aprica prima del Mortirolo. Anche se il Gavia è stato cancellato per quest’anno, un ricordo delle imprese avvenute su questa montagna è obbligatorio.

Il Gavia venne percorso per la prima volta l’8 giugno 1960 e il vincitore fu Charly Gaul, stesso anno della morte di Fausto Coppi. Questa tappa, è celebre per la grande sfortuna che colpì Imerio Massignan, forte scalatore dell’epoca. Massignan, attaccò sul passo del Tonale asperità che precedeva il Passo Gavia, scollinando con un vantaggio di 5 minuti su Anquetil, leader della generale. Gaul, capì la forza di quel giovane scalatore vicentino e partì al suo inseguimento. Massignan si lanciò in discesa, la moto del cambio ruote subì un guasto e non riuscì a seguirlo, così forò 3 volte, la prima volta cambiò da solo il tubolare, le altre volte invece ci pensò il meccanico che nel frattempo riuscì a raggiungerlo. Gaul raggiunse Massignan che forò per la tereza volta, così, riuscì a staccarlo e vincere a Bormio, con Massignan che sulla linea del traguardo scoppiò in lacrime dalla forte rabbia.

Il Passo Gavia fu ripercorso per la seconda volta il 5 giugno 1988, e in maglia Rosa c’era Franco Chioccioli. La scalata del Gavia quel giorno era impossibile, neve e freddo erano insopportabili, il patron del Giro dell’epoca, Torriani, decise di far percorrere ugualmente il passo. Van der Velde si lanciò all’attacco e scollinò per primo sul Gavia, Hampsten che voleva ribaltare il Giro, attaccò sul Gavia, e scollinò un minuto dopo di van der Velde, che aveva scalato il Gavia, in maniche corte privo di qualsiasi protezione, così arrivò sul traguardo con 47 minuti di ritardo, dopo che durante la discesa, si racconta, che tornò indietro e si rifugiò in un camper per riscaldarsi. Hampsten, solo al comando non riuscì a capire se la corsa fosse stata sospesa, e solo quando l’auto di Torriani lo raggiunse capì di essere ancora al giro d’Italia. Ad un certo punto della discesa Breukink superò Hampsten e vinse la tappa con 7” di vantaggio su quest’ultimo. Quel giorno, si racconta che alcuni corridori all’arrivo piansero, mentre altri erano svennero e altri ancora erano sulla soglia dell’assideramento. Quel giro fu vinto proprio dallo statunitense Andrew Hampsten.

Il passo del Mortirolo, fu inserito per la prima volta in un percorso del Giro d’Italia nel 1990, e bastarono solo 4 anni per farlo entrare nella storia, si perché nel 1994 il Mortirolo lanciò nelle cronache del ciclismo mondiale, Marco Pantani, che quel 5 giugno riuscì a mettere in difficoltà un grande campione come Miguel Indurain, vincendo quella tappa del Giro d’Italia.

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