Premier League: Manchester City-Arsenal la sfida migliore del weekend

Il City vince e convince contro l'Arsenal. Ora è solo a -3 dal Liverpool capolista. Vediamo perchè la loro è stata la miglior partita del weekend.

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Sarebbe dovuto essere il match di cartello, quello più spettacolare, quello che avrebbe dovuto o potuto riservare più sorprese. In effetti, in Manchester City-Arsenal lo spettacolo c’è stato, ma di sorprese, ben poche. In corsa per il miglior match della 25a giornata di Premier c’era anche il Chelsea, che ha rifilato ben 5 gol all’Huddersfield Town allo Stamford Bridge. Un trionfo di gol, gioco e nostalgia canaglia, con Higuain che ha trovato la sua prima doppietta con il Chelsea mantenendo uno score incredibile grazie all’effetto Sarri”: 38 gol in 37 partite con l’allenatore italiano in panchina. La corona del weekend spetta tuttavia a Guardiola, che dopo il tonfo di martedì contro il Newcastle, è tornato alla vittoria contro una squadra blasonata.

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“D’ALTRONDE IL CATALANO, QUESTO TIPO DI PARTITE LE SBAGLIA RARAMENTE”

Il match è andato nel verso giusto sin dalle prime battute di gara, con il City che ha trovato il gol dopo appena 46 secondi. Il marcatore? Aguero, chi se non lui, che a fine partita si porterà il pallone a casa dopo il decimo “hattrick” in Premier, tredicesimo in assoluto. I gunners, comunque, non vogliono stare a guardare e si rendono pericolosi soprattutto sulle fasce. All’11’ trovano il gol del pareggio su un calcio d’angolo battuto da Torreira, spizzato da Monreal, capitalizzato da Koscielny. Ma da quel momento in poi, è dominio dei padroni di casa, che tornano in vantaggio al 43’ e chiudono i conti al 60’. D’altronde, il catalano, questo tipo di partite le sbaglia raramente. Non sono bastati i subentri dello juventino Ramsey e del nuovo arrivato Denis Suarez per arginare il fiume in piena City.

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WHY ALWAYS CITY?

Sono diversi i fattori che inducono a scegliere questo match come il migliore del weekend, e sono tutti a favore dei vincitori. Già, perché potremmo stare qui ore ad elogiare il Kun Aguero e la sua tripletta, simbolo di strapotere tecnico, atletico, e soprattutto famelico. L’argentino tuttavia è solo la punta di diamante di un meccanismo ben strutturato e congegnato, senza cui non avrebbe potuto segnare tutti quei goal. Ne è un esempio lampante il secondo goal siglato prima della fine del primo tempo. Cambio di gioco preciso di Fernandinho per Sterling, stop e appoggio per Gundogan. L’inglese, riservito nell’area piccola con uno scavetto alla Xavi, col piede debole al volo serve un cioccolatino perfettamente distanziato tra portiere e difensori con su scritto “basta appoggiare”. Nulla di più semplice per il Kun. In aggiunta, la forza dell’organico sta anche nella non essenzialità della presenza dei giocatori, per cui, per fortuna di Pep, ci si può adagiare sul più vecchio dei postulati matematici secondo cui cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. E infatti, la presenza di Sterling o Gabriel Jesus, dei due Silva o di Mahrez non prescinde in alcun modo un cambiamento tecnico-tattico. Il ct spagnolo ora può anche godersi la crescita di Laporte, pericoloso anche in fase offensiva con i suoi colpi di testa, e di un finalmente ritrovato De Bruyne (l’unico di cui forse si era sentita veramente la mancanza). Nulla da fare, quindi, per Emery & co., il cui 3-4-3 ha funzionato a tratti, vedendo un Aubameyang ben marcato e tenuto a bada dai due centrali e trovando in Guendouzi l’unico spiraglio di luce tra tante ombre, che molto ricorda ciò che sta facendo Zaniolo con la Roma qui in Italia. Ciò che colpisce, comunque, nonostante il goal subito (da palla inattiva), è la poca fatica con cui i Cityzens arrivano nella trequarti avversaria o al tiro in porta. Il che ci fa pensare che quando l’organico è in forma, sono veramente poche le squadre in grado di poter mettere in difficoltà gli uomini di Guardiola, a fronte delle 7/8 squadre che dovrebbero essere avanti, come sostiene lo stesso allenatore spagnolo con la sua (forse strategica) umiltà. Ciò che è sicuro, è che questo City vince e diverte, riuscendo ad avvicinare sia gli amanti dello spettacolo, sia quelli della tattica. Questo City fa bene al calcio.

Marco Spina

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