Primer acto: giro di boa in Liga

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Con l’arrivo imminente del weekend che porterà via le feste natalizie, il campionato spagnolo si appresta a concludere il primo atto della sua stagione. La Liga, tra questa settimana e la successiva, conterà infatti 19 giornate disputate: esattamente la metà delle complessive 38. A ridosso del giro di boa, cosa ci dicono risultati e dati statistici sulla massima serie del calcio iberico?

NOBILI DECADUTE

A far notizia dopo i primi 5 mesi di campionato sono senz’altro le difficoltà in cui alcuni club storici della Primera Division sono incappati. Villarreal e Athletic Bilbao sono, rispettivamente, a quota 15* e 16 punti in classifica. Ciò vale loro la 17esima e 16esima posizione. Non esattamente il massimo, contando anche gli otto campionati nazionali vinti dai baschi ed il prestigio storico che possiede il team di Luis Garcia Plaza. A far compagnia alle sopracitate, troviamo due neopromosse, quali Huesca e Rayo Vallecano, che a differenza di un Bilbao o di un Villarreal, non dispongono della stessa esperienza ed appaiono già con un piede nella Segunda Division. Necessariamente compaiono invischiate nella lotta alla salvezza anche compagini come Leganés, Real Sociedad ed Espanyol: squadre che si sono battute per evitare la retrocessione nelle scorse stagioni e che, malgrado alcuni ottimi avvii di campionato, si ritrovano solo qualche punto sopra la terzultima posizione.

*Il Villarreal conta una partita in meno delle altre in quanto conta di recuperare il match con Real Madrid, rinviato per il Mondiale per Club a cui i madrileni hanno preso parte.

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LA SPENSIERATEZZA DI CENTROCLASSIFICA 

Hanno stupito, stavolta in positivo, diverse squadre fino ad ora: la maggioranza di queste si ritrova nella parte centrale della classifica, la più corposa. Verosimilmente, queste lottano per un posto in Europa League o per trascorrere una stagione tranquilla, caratterizzata da una salvezza virtualmente già acquisita. Salvo clamorosi rovesciamenti di fronte. A spiccare nel groviglio di cui vi parliamo sono Betis, Getafe e Celta Vigo: tre selezioni divertenti ed efficaci, con il giusto mix di freschezza ed esperienza sul rettangolo di gioco. In particolar modo gli andalusi, che stanno accompagnando, a distanza e con le dovute proporzioni, l’altra compagine di Siviglia che occupa i massimi piani della lista.

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MAI TANTA INCERTEZZA

Parlavamo ovviamente del Siviglia di Pablo Machin, che sta disputando una stagione da sogno. Anche grazie alla garra dei palanganas il Barcellona sta faticando a trovare lo spiraglio giusto per la fuga: se l’Atletico Madrid, distante solo 3 punti dalla capolista blaugrana era pronosticabile, di certo non ci si aspettavano i soli 5 punti di distanza fra andalusi e catalani. Ed il tutto, dopo che proprio André Silva & Co. sono rimasti a lungo in testa alla classifica. In ritardo il Real Madrid, che come vi specificavamo in precedenza, ha una gara da recuperare: Solari può agganciare Machin, tanto per rendere l’idea della grande stagione giocata fino a questo giro di boa dai suoi. Chiude il quadro dei piani alti iberici un’altra outsider: l’Alaves. Fino allo scorso anno impegnati nella lotta dei bassifondi, i baschi si sono rimboccati le maniche e da agosto ad oggi hanno totalizzato la bellezza di 28 punti, che valgono loro il posto in solitaria.

Insomma, una stagione particolare fino a questo momento quella che la Spagna sta vivendo: si contano le solite certezze, che però, per cali di concentrazione e meriti delle outsiders, stanno faticando a sollevare il solito divario tecnico in campo e statistico in classifica col resto delle compagini. La situazione riflette, appunto, quel che è la chiave vincente delle squadre “sorpresa” di questa Liga: certezze che si riconfermano di anno in anno e giovani che spaccano le gare e, perché no, il campionato.

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Luigi Romanelli

 

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