Questa Serie A sarà un’altra caccia alla Juve coi fucili a salve?

La Serie A riparte con le certezze della super corazzata bianconera, e i dubbi delle antagoniste

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Archiviata la prima giornata di Serie A (un turno che avremmo preferito non raccontare, dopo la tragedia di Genova…), con l’Atalanta di Gasperini che, grazie a una preparazione rivolta alla partenza lampo in chiave preliminari europei, asfalta il neo promosso Frosinone. Proviamo a sbilanciarci verso qualche parvenza di previsione, ben consapevoli che molte squadre siano in fase embrionale.

LA CACCIA ALLA JUVE

“Non si può colpire chi non vedi” amava dire Muhammad Alì a proposito della sua velocità di movimento sul ring. E questa caccia alla Juve, potrebbe sembrare una roba del genere. Si potrà cacciare qualcosa che corre il doppio di te? Certo, l’esordio dei super favoriti non è stato quel trionfo che ci saremmo aspettati, ma nonostante il punteggio non lo abbia detto, la sensazione che abbiamo avuto durante la partita è stata di una differenza tecnica talmente enorme da non poter essere ridotta neanche dal ritardo di condizione di alcuni juventini (Ronaldo compreso), dagli episodi e dalla tenacia del povero Chievo.

Un gatto col topo, come temiamo di vederne tanti, in questa Serie A. Sarà una caccia sghemba, ancor di più se i cacciatori, almeno per ora, appaiono col mirino un po’ offuscato. Roma e Inter, seppur con risultati avversi, hanno dato un impressione piuttosto simile. Squadre di buona fattura, certamente tra le migliori di buona parte di quelle che il campionato ha da offrire, ma troppo distanti dalla Vecchia Signora per poterla insidiare.

La squadra di Spalletti, soprattutto, nonostante i pronostici la diano come favorita tra le anti Juve e al netto di un organico importante, ha dimostrato ancora una certa inconsistenza generale, reparti scollati, individualità appannate. La Roma dal canto suo ha vinto a Torino ma certo non ha fatto una grande impressione. Di Francesco ha costruito una squadra che funzionerà, e molto, dalla cintola in su, ma che dovrà saper risolvere certe problematiche che già traspaiono, in un centrocampo un po’ in difficoltà nella fase difensiva e una difesa che gioco forza potrebbe subire in alcune situazioni.

A dirla tutta, chi ha convinto di più è stato, tra le antagoniste della Juve, il Napoli del vecchio Carletto (lui sì, patrimonio del calcio italiano, bentornato a casa). Squadra solida, con delle buone individualità e dei grandi solisti (Milik sarà uno dei protagonisti della Serie A), a cospetto di una Lazio che per larghi tratti sembrava la sorella povera di quella vista nella scorsa stagione. Inzaghi ha sì, una rosa più forte dello scorso anno, ma ci sembra di aver completamente perso quel tipo di alternativa (come potevano essere stati i vari Keita e Anderson), in grado di entrare a partita in corso e creare la superiorità sull’uno contro uno.

LE ALTRE

Con Milan e Fiorentina che si sono fermate per rispettare il lutto genovese, quel che è restato della prima giornata ci è sembrato veramente poco. Lo scoppiettante 2-2 del Tardini potrebbe aver proposto due squadre meritevoli di occupare quella fascia di classifica che si colloca tra le due colonne, con vista sull’Europa. Mentre la vittoria dell’Empoli in casa col Cagliari e della Spal nel derby contro il Bologna, potrebbero lasciarci il sospetto che la lotta salvezza non sarà a discapito di poche squadre, ma vedrà coinvolte quasi tutte quelle che occuperanno la colonna di destra. O forse stiamo solo cercando una scusa per non poterci appassionare a una Serie A che, già dalla prima giornata, sembra aver scritto il suo verdetto più importante.

 

Simone Cacurri

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