Real Madrid: I Galacticos tornano sulla terra

Un'analisi completa della prima parte di una stagione altalenante dei Blancos, vittime dell'addio di Zidane e Ronaldo, colpevoli di aver vinto tutto o quasi

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Il campionato 2018/2019 per il Real Madrid comincia con una vera rivoluzione, o forse sarebbe meglio dire involuzione. Fino all’inizio del campionato i Blancos non sembravano molto turbati dai pesanti addii di Zidane e Cristiano Ronaldo, magari ancora estasiati dall’ennesima Champions League aggiunta in bacheca oppure convinti che la squadra fosse ancora ben solida e organizzata.

IL REAL BLOCCA LA SPAGNA, LA SPAGNA VEDE SVANIRE IL REAL

Per capire appieno cosa è successo a Madrid bisogna tornare all’estate 2018, quella del Mondiale in Russia. A poche ore dall’inizio del torneo, infatti, la Spagna perde il suo allenatore Julen Lopotegui. L’ex portiere ha chiuso l’accordo con il Real Madrid e siederà sulla panchina dei merengues all’inizio del prossimo campionato, subito dopo la fine del mondiale. Alla Federazione Spagnola questa decisione non è andata giù e invece di lasciar partire il suo allenatore dopo il mondiale, lo esonera immediatamente, lasciando le Furie Rosse senza una guida a 24 ore dal fischio d’inizio. Un duro colpo per la Spagna, che subito cerca di alleviare il trauma con l’imminente arrivo di Fernando Hierro, fino ad allora direttore sportivo della squadra.

Il Real Madrid ha messo in crisi l’intera Spagna, con la conseguente uscita precoce della nazionale dal mondiale, ma d’altronde non poteva essere altrimenti. La Spagna termina la sua corsa, il Real Madrid prova a ripartire da Julen Lopotegui, colui che dovrà far dimenticare gente come Zidane e Ronaldo, che nel frattempo si è trasferito alla Juventus. Forse questo è anche più impegnativo di un mondiale.

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SLIDING DOORS LOPETEGUI: DALLA RINUNCIA AL MONDIALE ALL’ESONERO REAL

Il campionato spagnolo comincia nel caldo infernale di agosto, lo stesso inferno dove cadrà in poco tempo Julen Lopotegui. Dopo le prime ordinarie e speranzose vittorie, sconfitta dopo sconfitta, i Blancos si ritrovano a metà ottobre al quarto posto in Liga, con brusche frenate contro Levante, Alaves e Siviglia, senza contare la clamorosa sconfitta in casa del Cska Mosca in Champions League. Per ultima, ma non certo per ordine di importanza, la finale di Supercoppa Europea persa amaramente contro i rivali dell’Atletico a pochi giorni dall’inizio del campionato.

La goccia che fa traboccare il vaso di cristallo di Lopotegui è il Clasico. Il Barcellona annienta 5 a 1 il Real e sancisce il fallimento totale della guida Lopotegui, con tanto di dura lettera di Peréz che non ha tollerato la “drastica” situazione madrilena avendo 8 giocatori candidati al pallone d’oro nella rosa.

Il mercato poi non ha di certo aiutato la gestione dell’ex c.t. spagnolo, con il ritorno di Mariano Diaz e l’approdo del giovane Vincius che non sono bastati a sopperire la partenza della stella Cristiano Ronaldo.

IL REAL ESCE DALLA TEMPESTA, ARRIVA SOLARI

Santiago Solari è l’uomo individuato per sostituire il deludente Lopotegui. L’allenatore della squadra B di Madrid ed ex giocatore dei Blancos accetta di prendere in carico questa importante responsabilità: riportare il Real Madrid nel posto che merita. Queste probabilmente sono state le prime parole del presidente Peréz nei confronti di Santiago.

Da lì in avanti in effetti il Real torna a vincere, conquista il primo posto in Champions League, seppur con qualche rischio, e comincia a ritrovare una certa solidità. La conquista della Liga però è ancora un miraggio, con Barcellona e Atletico Madrid che distano ancora parecchi punti. Con Solari il Real riesce comunque a raccogliere punti importanti anche in campionato con le vittorie contro il Valladolid di Ronaldo (il Fenomeno), Celta Vigo e Valencia interrotte solo dalla sonora sconfitta contro l’Eibar.

Il Natale 2018 porta nella “Casa Blanca” anche il Mondiale per Club, ottenuto battendo per 4 a 1 l’Al-Ain, che aveva precedentemente eliminato in semifinale il River Plate evitando una finale fantasiosa ed emozionante.

Va detto comunque che fino ad ora Solari ha avuto anche la strada abbastanza spianata, gli esami importanti devono ancora arrivare per lui, Champions inclusa. Ma nel frattempo ha dimostrato più continuità e controllo del povero Julen.

Ma è davvero tutta colpa di Lopotegui il triste inizio di stagione di questo Real? Sicuramente no.

La squadra veniva da un record storico, l’ennesima Champions portata a casa, la terza di fila. Zidane, uomo simbolo a Madrid, lascia la squadra e dopo di lui Ronaldo, in cerca di nuovi stimoli. Sembrava molto chiaro che si fosse arrivati alla fine di un ciclo, un ciclo fenomenale, da cui era difficile trovare una nuova prerogativa. Lopotegui si è trovato nel limbo tra il vecchio e il nuovo che avanza, tra rimpianti e altri leader pronti a fare le valigie, o quasi (vedi Modric). L’aria a Madrid era più grigia che Blancos, bisognava tornare sulla terra per capire da dove ricominciare, ma quando è arrivato Julen Lopotegui però la terra tremava ancora, non toccava solo a lui ricostruire un intera casa come quella di Madrid.

ORA IL MERCATO, A CHI TOCCA RISOLLEVARE MADRID?

Dopo un’inizio burrascoso e altalenante, il Real Madrid deve ripartire dal mercato, che sia in entrata o in uscita. Si, perché Modric e Isco sono ancora sugli occhi di mezza Europa, in primis Inter e Juve. Asensio ha richieste dalla Premier, ma tutti e tre per ora sembrano destinati a restare fino a giugno, per non sgretolare ancora di più una situazione già molto fragile. L’unico che sicuramente partirà sarà Keylor Navas, oscurato dall’arrivo di Cortouis e destinato al momento all’Arsenal.

In entrata la dirigenza sta valutando diversi giovani, tra cui il 19enne Brahim Diaz, di proprietà del Manchester City. L’operazione sembra essere molto vicina alla chiusura, vista anche la scadenza del contratto a giugno con i Citizens. Florentino Peréz poi non esclude un colpo di caratura internazionale qualora dovesse presentarsi la possibilità. Tutto ciò per riportare entusiasmo e nuove ambizioni in casa Real. Christian Eriksen resta sempre un obiettivo per i Blancos, cosi come Harry Kane. I due talenti del Totthenam sono sul taccuino dei miglior club d’Europa e se Benzema e Modric dovessero salutare….l’idea non sarebbe più cosi lontana.

E se il Real vuole ritrovare il giusto entusiasmo e i migliori stimoli deve capire bene cosa farne dei suoi senatori e quali sono i relativi stimoli di quest’ultimi. Insomma, questo mercato diventa decisivo per i Merengues, con una Liga che sembra quasi impossibile da conquistare e la vittoria di una quarta Champions consecutiva che mette solo i brividi a pensarlo.

                                                                                                       Francesco Alopo

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