Serie A, si riparte e vediamo chi inizia a correre…

Dopo la sosta per la nazionale torna la Serie A. Per le grandi inizierà un tour de force che potrebbe rivelare molto sul loro futuro

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La Serie A riparte dopo la (triste, per noi) sosta per le nazionali. La quarta giornata non sembra promettere grossi sussulti ma può e deve offrirci nuovi spunti. In particolare per quel gruppetto che si muove dietro la capolista e che, come gli inseguitori dietro il ciclista in fuga, dovrà iniziare a preparare, singolarmente o meno, un tentativo di recupero.

UN SABATO INTERESSANTE

Si comincia alle 15 con Inter-Parma. Sulla carta non dovrebbero esserci sorprese (anche se i ducali visti contro la Juventus sono squadra che, sulla velocità della controffensiva, può mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra), ma il turno dopo le nazionali è sempre infido. La gara contro i Ducali servirà a Spalletti (e a noi con lui) per capire, anche in vista del turno iniziale di Champions, che ruolo potrà recitare la sua squadra in questo campionato. Non dovrebbe giocare Icardi e allora, complice la altrettanto probabile assenza di Martínez, spazio a Keita, come centravanti di movimento, con Perisic e Politano a supporto.

Alle 18 invece, compito apparentemente più arduo per il Napoli. Gli Azzurri al San Paolo ospitano la giovane e brillante Fiorentina di Pioli. I partenopei, reduci dal tracollo di Marassi, devono necessariamente offrire una prestazione che sgombri il cielo di Napoli dalle prime nubi che si stanno addensando sulla testa di De Laurentiis. Con Mertens ancora in panchina, sarà Milik a guidare l’attacco azzurro, con Insigne e Callejón consueti esterni. A centrocampo Hamsik torna regista e Ospina mantiene, per ora, la difesa della porta. Partita dallo scarso fascino, invece, sembrerebbe quella dell’anticipo serale delle 20:30 dove Frosinone e Sampdoria scendono in campo per iniziare a dare alla loro stagione la forma per la quale sono nate quest’anno. I primi quella della salvezza, i secondi quella di una camera con vista sull’Europa.

DOMENICA D’ATTESA

Domenica può essere, invece, il giorno delle attese. Prima tra tutte in ordine di tempo (ore 12:30), l’attesa per la Roma che ospita il Chievo, dopo la discutibile sentenza della penalizzazione. I giallorossi dovranno soprattutto dimostrare di saper gestire partite come questa, apparentemente facili, con la vista di un match europeo prestigioso e ostico come quello alle porte, contro i campioni del Real Madrid. Sarà anche da questo che la squadra di Di Francesco che con qualche giocatore acciaccato e senza Pastore, infortunato, parrà la sua nobilitate.

Alle ore 15 attenderemo soprattutto lui, il gioiello più acclamato e prezioso del nostro campionato. Quel CR7 che per ora, al di là delle giustificazioni del caso, ancora sembra più un grosso manifesto pubblicitario che un calciatore. Se lo aspettano gli juventini e se lo aspetta anche Allegri che per lui probabilmente rinuncerà ancora a Dybala e costruirà una squadra (con Bernardeschi e Mandzukic) creata su misura al portoghese. Di contro il bel Sassuolo di De Zerbi che nelle intenzioni vorrà disputare una gara votata al bel gioco e potrebbe anche mettere in difficoltà i bianconeri con la velocità della sua proposta offensiva.

LE ALTRE

Alla stessa ora Genoa-Bologna e Udinese-Torino cominceranno a far delineare quella fascia di classifica che andrà tra la zona Europa League e la lotta salvezza. Alle 18 poi, la Lazio in scena a Empoli contro un’agguerrita neopromossa, dovrà, un po’ come Napoli e Inter, ritornare non soltanto a vincere ma anche a convincere. I biancocelesti hanno avuto nella sosta un alleato valido per ristabilire una condizione fisica necessaria per quel gioco che tanto li aveva caratterizzati nella scorsa stagione. E allora ancora Immobile a guidare l’attacco con Luis Alberto e Milinkovic a supporto e difesa a tre con Wallace che dovrà finalmente offrire garanzie durature e non soltanto occasionali.

La sera sarà la volta del Milan, di scena a Cagliari. Trasferta insidiosa per i rossoneri di Gattuso ma anche qui valga lo stesso discorso delle altre grandi. Una squadra che vuole ambire a un ruolo da protagonista, deve essere in grado di saper gestire trasferte come questa contro formazioni di buon livello. Spazio a Laxalt sull’esterno con Calhanoglu e Suso a imbeccare Higuaín (a proposito di attese…), in difesa ancora Musacchio accanto a Romagnoli. Chiuderà il turno, Spal-Atalanta, lunedì sera.

Simone Cacurri

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