Serie B, 13′ giornata: l’Hellas Verona ferma il Palermo. Il Carpi torna a vincere tra le mura del Padova

Al termine della tredicesima giornata di serie B sono nove i verdetti giunti ai nostri occhi: tra questi spuntano le vittorie di Carpi e Lecce e il pareggio tra Hellas Verona e Palermo.

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Con il posticipo tra Crotone e Cosenza si giunge alla conclusione di un’altra giornata di serie B, la tredicesima. Un derby tutto calabrese, terminato con la vittoria dei Bruzi sui Pitagorici grazie alla realizzazione di Idda. Negli altri confronti disputati, risaltano i successi di Carpi e Venezia contro, rispettivamente, Padova e Brescia. Con il pareggio sull’Ascoli, invece, il Pescara non riesce a riprendersi la prima posizione in classifica, nonostante il passo falso del Palermo sul campo dell’Hellas Verona. Non si ferma più neanche il Benevento, proprio come il Lecce, ormai anch’esse in lotta per la conquista della vetta della classifica dopo i successi su Perugia e Cremonese. Bloccate invece le corse di Foggia e Cittadella che, sui campi di Spezia e Livorno, non trovano il gol del successo.

RAJKOVIC RISPONDE A DI CARMINE: TRA HELLAS VERONA E PALERMO TERMINA 1-1

Le tre vittorie consecutive su Carpi, Cosenza e Pescara sono state forse l’asso nella manica degli uomini di Roberto Stellone. Contro gli abruzzesi, i Rosanero erano riusciti perfino ad aggiudicarsi il primo posto in classifica. Una stagione che li ha coronati fin da subito sul tetto del campionato cadetto: la quarta posizione in classifica incassata nella scorsa annata non è mai scesa giù, soprattutto ripensando a come hanno perso lo spareggio nella finale play-off contro il Frosinone. Che sia stato proprio ciò a trasformare gli uomini di Stellone, gli stessi che quest’anno sembrano avere ancora più talento delle stagioni passate? E sicuramente, le reti di Nestorovski e gli assist di Trajkovski non hanno ancora mai deluso i supporters delle Aquile. Ciò fino a che non si è presentato dinanzi ai loro occhi il riverito Hellas Verona. Forse la testa, in quell’occasione, era rimasta ancora negli spogliatoi dell’Adriatico. Forse il Marcantonio Bentegodi non era una tana abbastanza piccola da poter stregare e illuminare con quei colori che ormai brillano per tutte le strade di Palermo. E, a dirla tutti, in pochi si sarebbero aspettati che una squadra neanche in zona play-off potesse preoccupare così tanto il Palermo di un certo Roberto Stellone, sempre più leader di questa stagione di serie B. In pochi, però, ricordavano che i Mastini fino a qualche giornata prima si avvalevano della terza posizione. E quest’ultima si è forse rivelata una delle squadre più promettenti di quest’anno. Il gol di Di Carmine aveva infatti fatto splendere quella tana colorata, in quel giorno, solo di tifo giallo e blu. Ma, probabilmente, si poteva andare anche oltre quell’1-1, firmato nella seconda frazione di gioco da Rajkovic. Un punto, però, che non danneggia nessuna delle due squadre, anzi. L’Hellas Verona rientra così in zona play-off, a due punti di vantaggio sulla Spezia, nona. Stessa differenza punti anche tra Palermo e Pescara, con la sola differenza che i Rosanero detengono il titolo di prima in classifica.

IL LIVORNO SI FERMA NUOVAMENTE CONTRO IL CITTADELLA. IL CARPI TORNA A VINCERE SUL CAMPO DEL PADOVA

Livorno-Cittadella 0-0

Neanche tra le due più grandi sorprese di questa stagione di serie B i conti finali risultano diversi. All’Armando Picchi si sono scontrate due squadre troppo simili tra loro, quasi come se l’una fosse lo specchio dell’altra. E ciò non ha portato neanche a tutto lo spettacolo immaginato. E non è neppure da negare, però, che per gli uomini di Roberto Breda sia una stagione no: dopo due anni passati tra le fila della Lega Pro, non sarebbe stata una cattiva idea tornare a puntare verso la serie A, competizione disputata solo cinque volte dalla loro rifondazione, avvenuta nel ’91. Questa volta, da affrontare, dall’altra parte del rettangolo da gioco vi era il Cittadella di Roberto Venturato, che nelle prime giornate di campionato si era portato in prima posizione da solo. Ma dal Bentegodi di Verona all’Armando Picchi cambia veramente poco: il risultato infatti è sempre lo stesso. Livorno e Cittadella non sono riuscite a regalare alcuno spettacolo, tornando entrambe le volte negli spogliatoi a reti inviolate. Ciò, però, non ha danneggiato i Granata tanto quanto le Triglie: dove i primi sono riusciti comunque ad agguantare la quarta posizione in campionato, l’Amaranto si ritrova a fare i conti con il fondo della classifica. I soli sei punti conquistati nei dodici confronti disputati, infatti, non lasciano affatto ben sperare in una società approdata in B con ambiziosi totalmente diverse.

Padova-Carpi 0-1

I quattro punti conquistati precedentemente tra Cittadella e Ascoli forse non sono abbastanza per il Padova. I Biancoscudati sembravano essere maturati rispetto alle prime giornate di campionato, dove ancora non erano riusciti ad adattarsi al serie cadetta. Il confronto tra le mura amiche, però, non ha aiutato affatto gli uomini di Claudio Foscarini. E, a dirla tutta, la strada sembrava anche quella giusta. La prima mezz’ora infatti aveva fatto splendere a pieno gli Euganei. E sarà stata probabilmente la loro stessa sicurezza a tradirli. Si sa, il calcio è un gioco strano. Il pallone può scivolare da un lato all’altro del campo in meno di mezzo minuto. E sottovalutare l’avversario è forse l’errore più grande da non dover mai commettere. La voglia di rivoluzione del Carpi, in risposta al periodo negativo già affrontato, li ha spinti a guadagnare forse i tre punti più importanti, per ora, di questa stagione. E nonostante gli Euganei non abbiano mai smesso di splendere, la realizzazione di Enej Jelenic era troppo difficile da ribaltare anche per loro. Un risultato che comunque non esilia alcuna delle due squadre in gara: gli Cherp si piazzano in diciassettesima posizione, appena sotto ai Biancoscudati, nella zona rossa della classifica, ma a soli due punti di distanza da quella di comfort.

DI MARIANO FERMA LA CAVALCATA DEL BRESCIA. IL BENEVENTO COLPISCE DUE VOLTE IL PERUGIA

Venezia-Brescia 2-1

L’insuccesso contro il Cittadella ha fatto forse cambiare qualcosa all’interno dell’assetto tattico di mister Walter Zenga. Degli 11 scesi in campo al Tombolato, solo 7 infatti sono stati riconfermati per la sfida con il Brescia. Fra tutti risaltano le assenze di Segre e Suciu, oltre quella di Citro, non convocato. Due sostituzioni anche tra le fila del Brescia: fuori Sabelli e Ndoj, spazio a Semprini e Dall’Oglio. E in pochi si aspettavano che ciò avrebbe modificato notevolmente il risultato finale. Eugenio Corini aveva riproposto contro il Venezia quasi a pennello la stessa formazione con cui si erano presentati dinanzi all’Hellas Verona, con un’unica importante differenza: sotto la cornice del Mario Rigamonti, i Mastini di Fabio Grosso furono sbaragliati con un secco 4-2. E di certo gli Scaligeri non sono un club qualunque. Anzi, le statistiche parlano chiaro e preferiscono premiare la scalata dei veneti. Semplici dati, forse. Numeri che sul campo non simboleggiano proprio niente, come dimostrato. E nonostante il periodo di forma attraversato dal Brescia, dopo sette risultati utili consecutivi, l’insuccesso ha bussato anche alla loro porta. E, per dirla tutta, quella appena subita è stata una sconfitta che poteva essere anche tranquillamente ribaltata. Tra i due gol di Di Mariano, spicca un altro episodio chiave che avrebbe potuto cambiare notevolmente le sorti del match. Si tratta dell’espulsione di Falzerano, ad appena 20 minuti dal fischio d’inizio. Il suo pestone su Tonali non ha sorto alcun dubbio nella testa di Pillitteri, arbitro del match, che non ha esitato a estrarre il cartellino rosso. Il gol del 2-1 di Antonio Donnarumma sembrava essere una salvezza nonostante sia arrivato però forse troppo tardi. A pochi secondi dal fischio finale il capocannoniere in carica ha messo dentro il suo decimo centro stagionale, non riuscendo però a salvare, anche questa volta, come già accaduto in passato, i suoi compagni di squadra dal loro secondo insuccesso stagionale.

Benevento-Perugia 2-1

L’impegno in Coppa Italia del prossimo quattro dicembre non sembra preoccupare affatto il Benevento. Infatti, portarsi a casa il risultato in campionato era il primo obiettivo per Cristian Bucchi, non in uno dei suoi periodi migliori. Il pareggio contro il Carpi e le precedenti sconfitte contro Ascoli e Spezia avevano fatto perdere fin troppi punti agli Stregoni, tanto da farli uscire perfino dalla zona play-off. Prima dell’incontro in Coppa Italia contro il Cittadella ci sarà però ancora un altro test da affrontare in serie B. La prossima settimana, infatti, il confronto del Barbera con il Palermo non sarà proprio una passeggiata da superare, anzi. C’è anche da affermare che, nel weekend appena concluso, dall’altra parte del campo, il Benevento ha affrontato il Perugia di Alessandro Nesta, forse non una delle squadre meglio organizzate di questa stagione di B nonostante le tre vittorie consecutive. E non è da mettere in secondo piano che quest’ultimi sono arrivati anche molto vicini dal fermare la cavalcata degli Stregoni nella loro tana. Nonostante l’espulsione di Falasco che li aveva lasciati in 10 per l’ultimo quarto d’ora, il Grifone era riuscito a rispondere bene con Verre all’iniziale realizzazione di Coda. La beffa decisiva è arrivata, però, nuovamente pochi istanti prima del fischio finale quando Bandinelli, lanciato da Letizia verso l’area di rigore avversaria, è riuscito in un perfetto controllo palla, prima di trafiggere Montipò. Un gol, comunque, non di vitale importanza: gli ospiti di casa confermano così la decima posizione, mentre i rivali del Benevento si spingono fino alla quinta.

L’ASCOLI FERMA IL PESCARA, FOGGIA E LA SPEZIA SI SPARTISCONO I PUNTI

Pescara-Ascoli 1-1

Perché dopo la sconfitta a Palermo non provare a rialzarsi fin da subito? Perdere il primo posto in classifica non è uno spettacolo divertente, soprattutto pensando che molte altre squadre lavorano sodo proprio per agguantare la vetta del campionato. E a giocarsi quel gradino del podio c’è il Palermo, non proprio una squadra qualunque. E forse il confronto diretto contro l’Ascoli era un errore da non commettere. Un vantaggio di dieci posizioni che forse non si è fatto sentire sul campo ma, bensì, solo sulla carta. Sì, perché i Delfini e il Picchio, a livello di statistiche, si trovano su due piani ben diversi fra loro. E il vantaggio di affrontarli subito in casa doveva farsi valere, soprattutto in consapevolezza del passo falso commesso dal Palermo sul campo dell’Hellas Verona. E pensare che gli abruzzesi erano riusciti perfino a portarsi in vantaggio per primi: la seconda realizzazione stagionale di Brugman non è stata però bastata per intimorire gli uomini di Vivarini. La rete di Ardemagni, arrivata appena un quarto d’ora più in là è riuscito a ristabilire il pareggio, che non subirà poi alcuna variazione fino al termine del match. E, a dirla tutta, il Pescara ha avuto anche più occasioni di portarsi in casa i tre punti: l’errore dal dischetto di Mancuso è sicuramente uno di queste, oltre all’espulsione di D’Elia dall’altra parte del campo, rientrato negli spogliatoi quasi trenta minuti prima. Un punto di cui l’Ascoli non può affatto lamentarsi: ciò vale l’undicesima posizione, davanti a Cremonese e Venezia e a soli due punti dalla zona play-off. Per il Delfino, invece, la vetta della classifica resta solo un sogno, almeno fino al termine della prossima giornata di campionato.

Spezia-Foggia 0-0

E pensare che poche settimane prima dell’inizio della stagione le ambizioni del Foggia erano ben diverse, ma ormai è anche inutile lamentarsi: Gianluca Grassadonia non può dir niente ai suoi uomini, pieni di speranza e coraggio di giocare anche questa edizione di serie B, nonostante una serie di vicissitudini li fece partire a -6. Punti su punti quelli conquistati dai Satanelli, appena rientrati dal turno di riposo in seguito ai pareggi conquistati nei match contro Lecce, Cittadella e Brescia. E nel weekend trascorso non è mancato neanche quello contro la Spezia. Il confronto dell’Alberto Picco non ha infatti regalato alcuna grande emozione, terminando a reti inviolate. E neanche l’espulsione di Agnelli è riuscito a svegliare il match: il Foggia, in 10 contro 11 per l’ultima mezz’ora di gioco, non ha comunque mollato la presa, agguantando in Liguria un buon risultato, nonostante, probabilmente, non sia stato proprio quello sperato. Non è da dimenticare che, dall’altra parte del rettangolo da gioco, vi era la Spezia di Marino Pasquale che in questa stagione è riuscito a regalare faville ai suoi supporters, come confermato dalla nona posizione in classifica, a distanza di un solo punto dal Brescia e dalla zona play-off. E per il Foggia, il risultato incassato fa solo bene: da una parte è un motivo in più per ripartire in vista del test del prossimo lunedì contro il Venezia, dall’altra, invece, quello conquistato è un altro punto che va ad aggiungersi ai sette già guadagnati. E ora la distanza dai play-out è sempre più piccola. Ne mancano infatti solo tre per superare il Padova e ancora un intero campionato da dover affrontare e, a pensare da dove sono partiti, non può essere altro che un opera di coraggio e abilità da parte degli uomini di Grassadonia, squadra su cui davvero in pochi avevano puntato a inizio stagione.

IL LECCE AFFONDA LA CREMONESE, IL COSENZA VINCE IL DERBY COL CROTONE

Lecce-Cremonese 2-0

E in una giornata dove tutte le big erano riuscite fino ad allora a brillare, non poteva mancare neanche la risposta del Lecce. Dopo la vittoria sul Cosenza nella scorsa giornata, arriva la conferma anche contro la Cremonese: che sia la volta buona per gli uomini di Fabio Liverani ti mostrare come sono arrivati fino alla serie B dopo diversi anni passati nel Purgatorio della Lega Pro? E sicuramente, il loro inizio di stagione non li vede colpevoli di alcun errore. Nelle tredici gare disputate, sono solo tre le sconfitte, arrivate poi contro squadre non di basso livello: tra queste il Palermo di Stellone. Ed è anche questo uno dei motivi per cui si sono posti in cima alla classifica. I Salentini, infatti, coprono il terzo posto in classifica, a un solo punto di differenza dal Pescara, secondo. E i gol di Falco e La Mantia si sono rivelati una garanzia anche questa volta: la Cremonese è la settima preda della stagione. Un errore che potrebbe anche costargli molto. La zona play-off, per i Violini, infatti, è sempre più distante: 4 punti. Ed è anche per questo che nel prossimo test contro il Crotone, previsto per sabato prossimo, non sono ammesse scusanti.

Crotone-Cosenza 0-1

Quello visto in campo all’Ezio Scida è un Crotone irriconoscibile. Partiti bene nelle prime giornate di campionato, gli uomini di Massimo Oddo sono andati sempre più a perdersi. I Pitagorici anche questa volta hanno mancato l’appuntamento con il successo, ma anche questa non è una novità. L’ultima vittoria infatti risale allo scorso 20 Ottobre nel confronto interno con il Padova. E nonostante il risultato, la prestazione non è neanche una delle peggiori: il Crotone è riuscito a spargersi bene per le via del campo, lasciando forse anche troppo spazio al Cosenza che è riuscito a colpire con Idda ad un quarto d’ora dal fischio finale. Forse ancora più decisiva l’espulsione di Martella nella prima frazione di gioco, che ha creato un notevole buco difensivo nella retroguardia retta dagli uomini di Oddo. Dall’altra parte però il cartellino rosso ai danni di D’Orazio non sembra essersi rivelato neanche così decisivo: questo per opera di Bragile, tecnico del Cosenza, che è riuscito a correre ai ripari sistemando fin da subito il proprio schieramento tattico inserito in campo. E il prossimo test contro la Cremonese inizia ad assumere un peso sempre più rilevante: la buona prestazione sembra non bastare più, ora è importante vincere per andare a riposo senza pensieri. Stessa cosa per i Bruzi: non sbagliare contro il Padova li porterebbe in una zona di comfort, allontanandoli dalla zona play-out.

CLASSIFICA DI SERIE B
  1. *Palermo 25,
  2. Pescara 23,
  3. Lecce 22,
  4. *Cittadella 20,
  5. *Benevento 20,
  6. *Salernitana 20,
  7. Hellas Verona 19,
  8. *Brescia 18,
  9. *Spezia 17,
  10. *Perugia 17,
  11. *Ascoli 16,
  12. *Cremonese 15,
  13. *Venezia 15,
  14. Crotone 12,
  15. Cosenza 11,
  16. Padova 11,
  17. *Carpi 10,
  18. *Foggia 8
  19. *Livorno 6.

Le squadre con il segno * hanno disputato solo 12 partite rispetto alle 13 giocate da tutte le altre.

Lorenzo Pompei

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