Serie B, 14′ giornata: Lecce e Cittadella superano il Pescara

Con il pareggio tra Foggia e Venezia termina un'altra giornata di serie B. All'interno di questa spiccano le vittorie di Cremonese e Pescara ed il pareggio tra Palermo e Benevento

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Con il posticipo fra Foggia e Venezia, terminato in pareggio, giunge al termine un’altra giornata di serie B. Il campionato cadetto continua a regalare risultati sempre più interessanti: tra questi spiccano le vittorie di Cittadella e Lecce contro, rispettivamente, Salernitana e Carpi, che superano così il Pescara in classifica, battuta al Renato Curi dal Perugia. Si fermano ancora Padova e Cremonese, entrambe sconfitte esternamente. Procede la propria cavalcata invece l’Ascoli, anche questa vittoriosa nel test con lo Spezia. Resta a sei punti il Livorno di Roberto Breda, questa volta affondato da un Brescia che riconquista la zona play-off.

IL PALERMO SI FERMA ANCHE CONTRO IL BENEVENTO: AL BARBERA TERMINA 0-0

Forse l’incoronazione come Campione d’Inverno è stato solo un semplice titolo onorifico attribuito anche fin troppo presto al Palermo. Forse quella prima posizione, dopo i due precedenti incontri, non è più tanto meritata rispetto al percorso di Lecce e Cittadella, oltre quello del Pescara. Tre club che ricoprono, probabilmente anche da fin troppo tempo, i gradini sottostanti a quello delle Aquile. Sì, perché già l’incontro sul campo dell’Hellas Verona non aveva fatto brillare il Palermo come già fatto nel confronto del Barbera contro i Delfini di Pillon. E, tornati a giocare tra le mura amiche, il risultato non è comunque cambiato. Si sa, tra le fila del Palermo gira sempre del buon calcio, forse però fin troppo limitato relativamente all’avversario che si trovano dinanzi. E non è da nascondere che il Benevento sia una delle squadre più pronte, forse anche quella meglio organizzata di questa stagione di serie B, come dimostrato dai 21 punti conquistati in appena tredici gare. Statistiche che, però, sul campo hanno poco significato. E forse quello rimediato al Barbera è solo un altro colpo basso rifilato alle Aquile: l’ennesimo pareggio a reti inviolate vede avvicinarsi Lecce e Cittadella, sempre più vicini al termine della loro corsa verso il primo gradino del podio. E le varie occasioni create, questa volta non sono bastate né al Palermo né al Benevento per agguantare tutti e tre i punti. Nonostante ciò, i Rosanero restano momentaneamente sulla vetta della classifica, ancora per almeno un’altra settimana. Sotto di appena cinque posizioni gli uomini di Cristian Bucchi, nonostante il primo posto disti solamente sei punti.

IL CITTADELLA PASSEGGIA SULLA SALERNITANA. IL PADOVA SI FERMA A COSENZA

Che sia la corsa del Cittadella quella destinata a finire nel migliore dei modi? A 14 giornate dall’inizio dei giochi possiamo affermare che non sono ancora mai riusciti a deludere le aspettative. Non si fermeranno sicuramente ad un semplice 0-0 con il Livorno o al 3-1 inflitto alla Salernitana questa settimana. Infatti, il Palermo dista ancora tre punti, proprio come la prima posizione in classifica. E quella di sabato è stata certamente una vittoria meritata, anche se forse gli uomini di Colantuono non se l’aspettavano: le due settimane di preparazione non hanno regalato affatto i risultati sperati. E nonostante la settima posizione, anche per loro il primo posto non dista di tanto: solo sei punti. L’iniziale realizzazione di Strizzolo non ha dato alcuna forza di ribattuta alla Bersagliera, oltre al gol del pareggio di Rosina. Di lì in poi si parla solo di Cittadella. E forse il nuovo vantaggio di quest’ultimi con il gol di Schenetti è stato il vero colpo di grazia inflitto alla sponda avversaria, poi confermato con la rete del 3-0, ancora di Strizzolo.

Che il Cosenza si sarebbe confermato dopo la vittoria nel derby contro il Crotone era una notizia che non passava affatto inosservata. E l’occasione giusta è arrivata proprio nel match successivo. E forse gli sarà anche dispiaciuto il fatto di aver affondato una bella squadra come il Padova che nel corso delle giornate si è andata sempre più a rafforzare. Ma la sconfitta di quest’ultimi contro il Carpi è stato forse un indizio troppo importante ceduto nelle mani dei Silani che hanno avuto un’intera settimana per sfidare sulla carta i rivali interessati e studiarli a pieno. E il risultato ha anche del clamoroso. E non è neanche da mettere in secondo piano che sono stati gli Euganei a dominare la partita nella prima frazione di gioco, dove erano anche riusciti a portarsi in vantaggio con il calcio di rigore di Bonazzoli. Che sia stato proprio ciò a preannunciare una immediata caduta dei Biancoscudati, poi sommersi nella seconda metà del match? Sì, perché un quarto d’ora più tardi i Bruzi avevano già pareggiato i conti. Anche questa volta su rigore. L’intervento di Mazzocco su Baez in area di rigore lo aveva portato ad un rosso inevitabile e aveva posto Baclet a soli undici metri di distanza da Perisan, che non è riuscito a deviare il tiro del centravanti avversario. E, magari, se fossero corsi subito ai ripari sarebbero riusciti ad accaparrarsi almeno un punto. E nonostante ci siano andati anche molto vicini, non è andata come sperato. Il traversone, ancora di Baez, ha trovato uno scoperto Garritano, pronto a raccogliere il pallone di testa. La sua incornata dinanzi al montante degli ospiti si è rivelata poi la beffa decisiva, arrivata proprio pochi istanti prima del fischio finale.

LA CREMONESE AFFONDA IL CROTONE. LO SPEZIA SI FERMA AL DEL DUCA

Forse la testa era rimasta negli spogliatoi dell’Ezio Scida, oppure era presente ma era la mentalità quella sbagliata. Sì, perché dopo la sconfitta subita contro il Cosenza, neanche il test con la Cremonese è riuscito a risollevare il Crotone da un periodo di crisi. E, probabilmente, manca proprio l’atteggiamento, quello vincente, che invece ha colpi i giocatori avversari, riusciti a rialzarsi già dopo soli sette giorni dalla sconfitta sul campo del Lecce. Ed ora i Pitagorici hanno anche una settimana di riposo. Sono due, invece, quelle disponibili per prepararsi in vista del confronto interno contro il Venezia. E che sia proprio la prossima la giusta giornata per dimenticare le precedenti sconfitte e ricominciare a puntare in alto? Sicuramente la batosta subita contro la Cremonese non sarà facile da superare. Fregiati dalla realizzazione di Boultam, i padroni di casa non sono riusciti a reagire e a portarsi a casa il risultato, graziati anche dall’espulsione di Romero per gli ospiti durante gli ultimi minuti della prima frazione di gioco. Ed ora, per i Violini la zona play-off non è mai stata così vicina: dei 18 punti conquistati, ne mancano solo due per superare il Perugia. Quest’ultimi potrebbero già arrivare tra sei giorni, nel confronto interno contro il Cittadella di Roberto Venturato. Le due settimane di preparazione dovranno invece essere sfruttate dal Crotone per prepararsi in vista del prossimo confronto di serie B con il Venezia e per ragionare sul perché, nonostante le grandi aspettative di inizio stagione, ricoprano solo la quindicesima posizione.

In pochi si aspettavano ciò, proprio come la vittoria sul Pescara nel confronto dell’Adriatico. E, invece, alcune volte anche questo sport riesce a regalare emozioni inaspettate. Sì, perché dopo la vittoria sul Delfino e sul Benevento pecca solamente quella sconfitta interna rimediata contro il Padova al Del Duca per l’Ascoli. Ma il confronto contro lo Spezia li ha forse rimessi in carreggiata. Infatti, neanche per loro la zona play-off è stata mai tanto vicina come in questo momento: manca solo un punto per recuperare il Perugia. E questi potrebbero arrivare già settimana prossima sul campo del Venezia. Sì, perché dopo aver battuto lo Spezia la testa ha già cambiato rotta. E, diciamocelo, chi si aspettava che anche la retroguardia dei bianconeri potesse essere abbattuta così facilmente? La terza difesa migliore del campionato affondata dopo neanche un minuto da Ardemagni, cui seguirà anche la realizzazione di Cavion, poco prima dell’espulsione di Ninkovic. A match virtualmente chiuso, ci penserà però Okereke a ridurre le distanze. Evitabile, poco dopo, l’espulsione di Bidaoui che annulla così il vantaggio numerico preso dallo Spezia. Niente da fare, neanche nei minuti seguenti, per gli uomini di Marino Pasquale, affondati nuovamente anche dall’eurogol di Padella, a coronare un’ottima partita disputata dall’Ascoli, rientrato quasi in zona play-off.

IL LIVORNO CADE A BRESCIA. IL LECCE SUPERA IL CARPI

Venezia è una tappa già dimenticata. E la corsa del Brescia, come ci si poteva aspettare, non si è fermata affatto al Pierluigi Penzo. E chissà per quanto ancora andrà avanti. Anzi, forse quello contro il Livorno rappresenta solo un nuovo inizio, il prossimo trampolino di lancio. Sì, perché rientrati tra le mura amiche del Mario Rigamonti sembra essere tutto diverso. E forse sarà stata anche la disparità in campo tra le due squadre ad aver regalato i tre punti alla Leonessa. Infatti, era quasi impossibile sperare in una nuova caduta degli uomini di Eugenio Corini, soprattutto se dinanzi loro vi era il Livorno, ultima in classifica. E non solo sulla carta, anche sul campo la differenza di potenziale non è passata inosservata: l’Amaranto ha fatto davvero molta fatica a spingersi anche quelle poche volte in avanti. E neanche la maggioranza numerica li ha saputi aiutare. L’espulsione di Curcio tra le fila del Brescia è passata praticamente inosservata, sommersa dallo spettacolo mostrato in campo e dalle due realizzazioni di Torregrossa, forse il vero uomo in più di Corini nella scorsa giornata. E ormai è anche giunta l’ora per il Livorno. Il momento che si inizino ad approcciare alla serie B, campionato di un altro livello rispetto loro, come dimostrato dai soli sei punti agguantati nelle tredici gare disputate e dall’ultima posizione in classifica.

Sarà, invece, indimenticabile quella trasferta a Padova della scorsa settimana. E probabilmente ancora per molto tempo. E, a dirla tutta, come si può non ricordarsi di ciò, sapendo che le mura amiche non sono mai state vere amiche del Carpi? Infatti, al Sandro Cabassi, in sette incontri disputati, il successo non è ancora mai arrivato. E adesso anche le statistiche parlano chiaro: quattro pareggi e tre sconfitte in quello stadio. Ed il successo sul Padova è forse opera anche di una grande impresa degli uomini di Fabrizio Castori, con un piede verso l’esonero. E sicuramente era anche poco probabile vedere il Carpi riuscire a tenere testa ad una squadre quale il Lecce, una delle più organizzate e quotate per la vittoria finale di questa stagione. Le due vittorie consecutive su Cosenza e Cremonese, che vanno ad aggiungersi a quest’ultima contro i Biancorossi, sono la conferma di un ottimo periodo di forma affrontato dagli uomini di Fabio Liverani che, dopo essere approdati in seconda posizione, non aspettano altro che arrivare al termine di questa loro corsa, perseguita fin dalla prima giornata, verso la vetta della classifica. Dall’altra parte del campo, invece, l’avventura in questa stagione di B deve forse ancora prendere forma per il Carpi. Ed è difficile credere che gli Chèrp si accontentino della diciassettesima posizione, ripensando alle grandi aspettative di inizio stagione di quest’ultimi.

IL PERUGIA BLOCCA LA CAVALCATA DEL PESCARA. FOGGIA E VENEZIA SI SPARTISCONO I PUNTI

Forse il Pescara non è più intramontabile. E forse, per quest’ultimi, la sconfitta del Barbera ha segnato la fine di un lungo cammino. Perché ora, dinanzi loro, in campionato, non vi è più solamente il Palermo. Ora anche Lecce e Cittadella fanno a gara per quella posizione d’alta classifica. E i risultati conquistati da quest’ultimi fino ad ora, forse, sono stati meglio anche di quelli del Delfino. Neanche il confronto interno contro l’Ascoli li ha infatti potuti salvare. E non è stato facile neanche lottare al Renato Curi. Ed il risultato perso a Benevento dal Perugia è stato solo un dato a cui non bisognava tener conto. I Grifoni hanno infatti saputo rialzare subito la testa. E ciò non lo dimostra solo il risultato: Alessandro Nesta ha saputo disporre perfettamente i suoi uomini, prendendo l’intero controllo del campo. E schierare Verre fin da subito è stato forse l’asso nella manica. Questo perché il capocannoniere dei Biancorossi non ha saputo mettere fine alla sua fame di gol neanche contro il Delfino e davanti ai suoi ex compagni di squadra, forse proprio coloro che lo hanno reso il giocatore che è oggi. E’ suo infatti il gol del vantaggio biancorosso, replicato poco dopo dalla risposta della sponda abruzzese con Melegoni. Ed ancora più pesante è stata la batosta del 2-1. Questa volta da parte di Gyombér, difensore centrale passato anch’esso, in precedenza tra le fila del Pescara, in prestito. E ad aiutarlo sarà stata forse la sua voglia di riscatto da quell’esperienza: in Abruzzo non riuscì mai a convincere, collezionando solo dieci apparizioni, di cui molte da subentrato. Quest’ultima è anche una realizzazione di certo spessore, quella che ha permesso al Perugia di rientrare tra le prime otto squadre del campionato, in zona play-off, a soli tre punti di distanza dal Pescara, quarto dopo essere scesa alle spalle di Lecce e Cittadella.

E neanche la corsa del Foggia sembra voler giungere al termine così presto. E forse neanche i sei punti di svantaggio da cui sono partiti a inizio campionato saranno abbastanza per fermarli. Sì, perché a distanza di quattordici giornate i Satanelli sono sempre più vicini a recuperare tutte le posizioni perse. Nelle tredici gare già disputate, i nove punti conquistati non lasciano infatti affatto a desiderare. E ora che i play-out distano solamente due punti e difficile pensare che la loro corsa si possa fermare proprio adesso. Anzi. Forse il punto conquistato sul Venezia rappresenterà un nuovo inizio. E vista anche la buona prestazione esaudita sarebbero potuti andare anche oltre quel semplice 1-1. La realizzazione di Iemmello dal dischetto non è però bastata per agguantare i tre punti. La risposta immediata di Vrioni allo scadere della prima frazione di gioco si è rilevata difatti insormontabile per gli uomini di Gianluca Grassadonia. E nonostante il risultato non fosse proprio quello sperato, quello conquistato è un nuovo punto che va ad aggiungersi alla collezione dei Dauni. E neanche ai Leoni Alati questo pareggio è tutto da buttare: le sedici lunghezze afferrate li rendono sempre più vicini alla zona play-off, distante appena quattro punti.

LA CLASSIFICA DI SERIE B
  1. Palermo 26,
  2. *Lecce 25,
  3. Cittadella 23,
  4. *Pescara 23,
  5. Brescia 21,
  6. Benevento 21,
  7. Salernitana 20,
  8. Perugia 20,
  9. Ascoli 19,
  10. Hellas Verona 19,
  11. Cremonese 18,
  12. Spezia 17,
  13. Venezia 16,
  14. *Cosenza 14,
  15. *Crotone 12,
  16. *Padova 11,
  17. Carpi 10,
  18. Foggia 9,
  19. Livorno 6.

Le squadre con affianco il simbolo * hanno disputato un confronto in più rispetto alle altre squadre in competizione.

Lorenzo Pompei

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