Serie B, 16ª giornata: il Carpi affonda la Salernitana. Il Brescia recupera Pescara e Lecce in classifica

In attesa del posticipo tra Verona e Pescara i primi verdetti regalano soddisfazioni a molte squadre: il Brescia si riprende il secondo posto, mentre il Carpi torna a vincere contro la Salernitana

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In attesa dell’ultimo confronto di Serie B, quello che vedrà coinvolte Hellas Verona e Pescara, giungono ai nostri occhi i primi verdetti ufficiali di questa 16ª giornata di campionato. Spicca la vittoria del Foggia, che riesce subito a rialzarsi dopo la sconfitta contro il Venezia, affondando per 3-1 la Cremonese. Seguono i tre confronto di sabato, terminati tutti 1-1. Infatti, il Palermo si ferma tra le mura del Barbera contro il Livorno, ancora ultimo. Non delude invece il Cittadella che strappa punti nelle Marche, ad Ascoli, mentre il Perugia sbatte contro lo scoglio dello Spezia di Marino Pasquale. Non delude il Carpi che dimentica la sconfitta esterna contro il Pescara di settimana scorsa affondando la Salernitana. Il Crotone, invece, non fa il tempo a preparare la partita perfetta e si spartisce i punti con il Venezia, proprio come hanno fatto Cosenza e Benevento nel recupero del match non giocato sabato. 24 ore prima dello scontro tra Verona e Pescara si sfidano anche la seconda e la quarta in classifica: in questa occasione, il Brescia supera il Lecce ma non solo nel risultato, ma, bensì, anche in campionato.

MOGOS NON BASTA ALLA CREMONESE: IL FOGGIA VINCE 3-1

Il Pino Zaccheria non è più quell’afoso stadio dove regna la troppa tensione sugli spalti. Forse ora quella paura è divenuta coraggio. Quegli undici ragazzi in campo non sono più una semplice squadra. Perché partire con sei punti di svantaggio sin dalla prima giornata di campionato è un peso non facile da affrontare. E lo è ancora più grande se non hai una società o un tecnico ad affiancarti. Infatti, quando le cose stavano andando anche fin troppo bene è arrivato l’esonero di Gianluca Grassadonia, allenatore che aveva accompagnato i Satanelli fino alla quindicesima giornata. Poi la firma di Pasquale Padalino che non li ha potuti però accompagnare nell’ultimo confronto di serie B, lasciando la rosa in mano a Gaetano Pavone. Queste difficoltà non hanno però portato ad alcun problema in campo. Perché tra le proprie mura, il Foggia ha saputo comunque osteggiare la Cremonese con ciò imparato in poco meno di mezzo anno. E le Tigri hanno potuto far solo tesoro dei punti incassati contro Crotone e Cittadella, in un bel viaggio durato solo due giornate e interrotto già, a 700 chilometri di distanza dal Giovanni Zini. Forse, anche solo per ironia del destino, il Foggia era obbligato ad eccellere. Il gol di Fabio Mazzeo aveva regalato agli avversario un desiderio di riscossa che li aveva portati a pareggiare già cinque minuti più in là. Successivamente, le reti di Kragl e Iemmello si sono rivelate forse troppo pesanti da poter ribaltare. A pochi minuti dal termine del primo tempo il risultato era già impalato sul 2-1. E da lì in poi nessuno era più riuscito a smuoverlo per oltre 60 minuti di gioco. Un successo che per i Satanelli però vale molto di più di quei semplici tre punti: da diciannovesimi si torna quasi ai play-out. Superati Livorno e Padova, nuovamente, Carpi e Crotone sono sempre più vicini, ad un solo punto. Anche se la zona comfort dista ancora tre lunghezze. Sette invece quelle utili per raggiungere la Cremonese, in un periodo di stallo accompagnato dai cinque giorni di pausa prima di tornare a competere per i play-off.

IL LIVORNO FERMA LA CORSA DEL PALERMO. IL PERUGIA SBATTE CONTRO LO SCOGLIO SPEZIA. PARI ANCHE TRA ASCOLI E CITTADELLA

La cornice del Del Duca è qualcosa di ancora più grande di ciò che noi possiamo immaginarci. E’ un’opera di illustrazione di quei bianconeri che sono riusciti a brillare anche in molti altri stadi d’Italia, come quando hanno fermato il Pescara all’Adriatico. E che sia, in parte, anche l’annata dell’Ascoli è una previsione da non dover buttare del tutto. Il pareggio incassato lo scorso sabato dinanzi il Cittadella è forse un’opera di ripresa dopo l’insuccesso esterno sul campo del Venezia, a conclusione di un ottimo periodo di forma. Quell’1-0 incassato pochi minuti prima del fischio finale è stata forse una beffa non facile da superare. Rientrati al Del Duca le cose potrebbero essere già cambiate. Anche se le difficoltà in zona difensiva rimangono le stesse: non a caso, prima del gol del pareggio, era l’Ascoli ad essere andato in svantaggio. Ma la rete di Andrea Schenetti ha trovato botta e risposta da parte di Matteo Ardemagni che, arrivato nelle Marche la scorsa estate, è stato forse il vero rivoluzionario di una rosa sommersa sempre nella stessa monotonia di gioco. E, anche se gli ospiti non sono riusciti a superare il Pescara, il punto incassato li ha portati in un’ottima posizione di favore, a differenza dei Piceni, ancora distanti due lunghezze dall’ingresso in zona play-off.

La risposta a tutte le critiche era giunta già nella scorsa giornata, nella tana del Padova. Perché non solo avversari, ma bensì anche gli stessi tifosi pensavano che il Palermo si fosse iniziato a rilassare dopo aver agguantato la prima posizione. Perché dopo il trionfo del Barbera sul Pescara erano arrivati consecutivamente due pareggi, anche se entrambi contro squadre non da meno come Hellas Verona e Benevento. La risposta contro gli Euganei è stata la dimostrazione artificiale di cosa possono fare quegli undici giocatori su un campo da gioco. Anche se, questa volta, ha lasciato nuovamente discutere, e non poco, l’ennesimo stop, arrivato contro il Livorno, ultimo in campionato. E togliere due attaccanti quali Trajkovski e Nestorovski per fare turnover è stata una mossa troppo azzardata, come visto. Anche se, a dirla tutta, non è stato il reparto offensivo a deludere: dopo appena un quarto d’ora, Moreo aveva già buttato il pallone in rete su assist di César Falletti. A rispondere, poco dopo, la realizzazione di Filip Raicevic di un Livorno che si era servito dei suoi migliori uomini per cercare di strappare un buon risultato. Forse perché anche Roberto Breda, tecnico dell’Amaranto, si era stancato di perdere. Anche se le nove sconfitte sono ormai acqua passata. Ora c’è solo da pensare al futuro, che sembra essere roseo dopo la vittoria sul Foggia di settimana scorsa e l’1-1 con il Palermo di questo weekend. E i play-out ora distano soli tre punti. Dall’altra parte della classifica, invece, non si sa per quanto ancora andrà avanti l’egemonia delle Aquile, che vedono avvicinarsi Pescara e Lecce, pronte a sfruttare ogni suo prossimo piccolo errore.

Guardare cosa realizzato a Lecce e, ancor prima, a Perugia è di certo un’opera di cui esserne fieri. Il Grifone di Alessandro Nesta aveva dapprima interrotto la cavalcata del Pescara al Renato Curi e poi perfino quella dei Lupi. Quest’ultima però solo in parte, visto il semplice pareggio a reti inviolate collezionato. E nel weekend trascorso la sua egemonia è stata mostrata anche allo Spezia. Gli Aquilotti erano riusciti a volare ininterrottamente contro il Cosenza, che avevano sconfitto 4-0. Giunti al confronto diretto contro il Perugia le sorti sono cambiate. E questo non va sicuro a discapito di un periodo di forma attraversato. Non sarà un semplice errore a mettere fine a questo percorso. La realizzazione di Luca Vido non è bastato per affondare lo Spezia che sì, era caduto dapprima nella trappola del Renato Curi, ma era poi riuscito a risollevarsi nella seconda metà di gioco, con Emanuel Gyasi. Un pareggio che premia entrambe le squadre, che si rispecchiano in questo 1-1. Anche se il destino, questa volta, ha voluto premiare perlopiù i padroni di casa. Le due si portano solo un punto di differenza che vale un’intera qualificazione, ma con una piccola differenza: Alessandro Nesta continua a giocarsi il pass per i play-off con Benevento ed Hellas Verona, anche se adesso è forse troppo presto per parlarne. Lo Spezia è, difatti, appena sotto. Nona, con ventidue punti ed un’intera rosa pronta a combattere per strappare quel dannato posto, combattuto fin dalla prima giornata di campionato, come giusto che sia.

IL CARPI AFFONDA LA SALERNITANA. IL VENEZIA SI FERMA A CROTONE

Vincere ora era troppo importante per fallire. Lecce e Pescara si erano rivelate brutte bestie per Fabrizio Castori e i suoi uomini. Il Carpi difatti non agguantava il successo dallo scorso 24 ottobre, nel confronto esterno con il Padova. Una volta rientrati al Sandro Cabassi, dapprima non erano riusciti a renderlo loro amico. Ora, potrebbe essere la volta buona che esso si sia trasformato in un vero e proprio territorio di supremazia da parte degli Chérp. Sarebbe inutile iniziare a parlare fin da ora di un eventuale periodo di forma. Perché festeggiare adesso per una semplice vittoria contro la Salernitana non sarebbe neanche giusto. Soprattutto in consapevolezza che gli ospiti non stanno di certo attraversando il loro miglior periodo di questa stagione. Anche per loro, infatti, l’appuntamento con il successo continua ad essere rimandato e le due precedenti sconfitte contro Cittadella e Brescia non sembrerebbero essergli state affatto da lezione. E forse, il risultato strappato dal Carpi domenica ha rispecchiato perfettamente la loro prestazione. Verso il termine della prima frazione di gioco gli Chérp si erano già riusciti a portare in vantaggio con una grandiosa girata di Lorenzo Pasciutti. Solo un quarto d’ora più avanti, anche Alessio Sabbione a confermare il vantaggio, raddoppiandolo. Tutto Carpi fino all’81’, dove arriverà anche l’ultima realizzazione emiliana con Michele Vano. Di lì in poi solo Salernitana. Una risposta giunta però troppo avanti nel tempo ma non totalmente da dimenticare. E’ dai gol di Tiago e Rosina, arrivati agli sgoccioli dell’ultima parte di gioco, che bisogna ripartire. Una vivacità di gioco e una freddezza sotto porta arrivata tardi. E ciò li ha puniti. Per differenza gol, la Bersagliera scende così in dodicesima posizione a pari punti con Venezia ed Ascoli. Per il Carpi invece sono tre punti che vanno ad aggiungersi agli altri dieci già conquistati. Il totale di lunghezze agguantate gli ha permesso così di rientrare in zona play-out.

Due settimane per preparare le partita perfetta. 15 giorni per dimenticare quella sconfitta subita contro la Cremonese. Ed il tempo non è bastato nonostante dalla loro parte ci fosse anche il fattore legato al campo da gioco. L’Ezio Scida neanche questa volta infatti è riuscito a regalare sicurezze. E ormai il Crotone non aspetta altro che i cinque giorni di pausa. Forse utili per recuperare le forze. Forse utili per capire tutti gli errori del 2018 in vista del 2019. Perché da Settembre ad oggi le cose non sono mai migliorate, anzi. E forse è adesso il momento di svegliarsi, agli sgoccioli della prima fase di Serie B, a tre giornate dalla conclusione del girone d’andata. Anche perché questo è un altro punto regalato al Venezia che va ad aggiungersi agli scorsi conquistati contro l’Ascoli e, ancor prima, agli altri sedici già agguantati. Esatto, perché il Leone Alato non perde da ben quattro giornate, da quel maledetto 11 Novembre nella tana del Cittadella. Di lì in poi due pareggi e due vittorie. Ben 8 punti in soli quattro confronti. Gli ultimi arrivati proprio nella scorsa giornata. E forse è proprio dalla fase difensiva che il Crotone dovrebbe ripartire: gli attaccanti sono riusciti a segnare quindici reti, con una media di una a match. La difesa, invece, lascia parola alla critica: venti gol subiti in appena quindici confronti. E non a caso la prima squadra a passare in vantaggio è stata il Venezia. La realizzazione di Marco Modolo porterà i Lagunari in vantaggio per un bel po’, fino alla risposta di Ante Budimir giunta nella seconda metà di gioco. Un punto apparentemente inutile ad entrambe le squadre in gara. E dove il Venezia resta in undicesima posizione a pari punti con Ascoli e Salernitana, il Crotone, almeno, rientra in zona play-out, sopra al Carpi per differenza reti.

BENEVENTO E COSENZA SI SPARTISCONO I PUNTI. GASTALDELLO RIBALTA IL LECCE IN EXTREMIS

Il cerino della crisi questa volta va nelle mani del Cosenza. Perché al San Vito forse era possibile anche agguantare il successo contro un Benevento non nel migliore della sua forma, visti i soli due punti conquistati nelle ultime tre giornate di campionato. Il successo nel derby contro il Crotone e la vittoria esterna sul campo del Padova avevano messo forse troppo presto in luce i Silani, caduti immediatamente dopo nel confronto in Liguria contro lo Spezia. La ripresa aspettata contro il Benevento e, sì, arrivata, ma solo in parte: una prestazione non delle migliori li ha avvicinati più volte al gol del vantaggio, senza però mai riuscirlo a segnare. E questo è un punto che va molto stretto agli Stregoni. Quello che li vede rialzarsi dopo la caduta davanti ai proprio tifosi contro l’Hellas Verona. L’unico che gli consentirà di confermare almeno per questa settimana il loro piazzamento in zona play-off.Nella parte opposta della classifica, invece, il Cosenza prende solo tempo su Crotone e Carpi, distanti soli due punti di vantaggio. E ora, un singolo piccolo sbaglio potrebbe riportarli nella zona play-out, anche se forse è ancora troppo presto per parlarne.

Dopo una prima parte di stagione, il Lecce ora non aspetta altro che una pausa. Aver centrato, da neopromossi, la terza posizione in classifica è, di certo, un traguardo da non dover buttare. Pensando, soprattutto, che sotto vi sono squadre come Pescara, Cittadella e Benevento. Invece, sopra, vi sono Palermo e Brescia. Quest’ultima affrontata proprio ieri sera, in un match che ha regalato ben oltre il semplice spettacolo di un big match. Il Mario Rigamonti si conferma, ancora per un’altra settimana, territorio inespugnabile delle Rondinelle. Sì, perché in otto confronti disputati l’insuccesso non è mai arrivato: sei vittorie e due pareggi, quest’ultimi arrivati nella fase di stallo di inizio campionato contro squadre non da meno, quali Perugia e Pescara. Ma contro il Lecce, questi sono dati che sul campo valgono ben poco. Perché anch’egli ha collezionato bei numeri fino a questo punto di stagione, agguantando perfino la seconda posizione in classifica, prima di essere sorpassati dalle Rondinelle nella scorsa serata. Ed il gol di La Mantia non aveva creato altro che illusione negli occhi dei loro tifosi. Alla risposta chiamato Antonio Donnarumma che, nel secondo tempo, ha forse messo a segno il gol più pesante firmato fino a questo punto di stagione. Sarà poi Gastaldello ha ufficializzare una rimonta in extremis negli ultimi secondi della seconda metà di gioco. Due gol quelli segnati ieri sera dal Brescia. Due, proprio come la posizione in classifica della Leonessa. Due, come i punti che serviranno al Lecce, da terzo, per superarli in classifica in un campionato che si sta facendo sempre più avvincente.

LA CLASSIFICA DI SERIE B
  1. Palermo 30
  2. Brescia 27
  3. *Lecce 26
  4. *Pescara 26
  5. Cittadella 25
  6. Benevento 22
  7. Hellas Verona 22
  8. Perugia 22
  9. Spezia 21
  10. Ascoli 20
  11. Venezia 20
  12. Salernitana 20
  13. Cremonese 19
  14. *Cosenza
  15. Crotone 13
  16. Carpi 13
  17. Foggia 12
  18. Padova 11
  19. Livorno 10

Le squadre con affiancato il simbolo * hanno una partita disputata in più rispetto agli altri club in competizione.

Lorenzo Pompei

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