Serie B, 24ª giornata: il Brescia affronta il Palermo e conquista la vetta del podio

In attesa del confronto tra Crotone e Pescara, la classifica di Serie B cambia radicalmente: da una parte, il Brescia conferma la sua posizione in vetta della classifica; dall'altra, invece, il Livorno spreca una chiara occasione per sfuggire dal purgatorio dei play-out

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In attesa del posticipo fra Crotone e Pescara che prenderà vita questa notte, dai campi giungono ai nostri occhi i primi verdetti di Serie B. In questa settimana, meraviglia la capacità di alcune squadre di confermarsi, mentre preoccupano i sanguinosi errori commessi dalle altre. Spicca, su tutte, il pareggio esterno del Brescia al Barbera, che permette loro di confermare quel primo posto in classifica conquistato già superficialmente contro il Carpi cinque giorni prima. Interessante anche la cavalcata di quel Benevento verso il podio della classifica e la corsa del Perugia verso i play-off, ancora vittorioso contro il Carpi. Si dividono i punti, invece, Padova e Foggia. Nel mentre, Salernitana e Lecce ribaltano amaramente Ascoli e Livorno, conquistando altri tre punti, proprio come realizzato dal Cosenza, sulla Cremonese, e dall’Hellas Verona, in Liguria.

IL BARBERA SI FA SEMPRE PIU’ FREDDO: IL BRESCIA SUPERA IL PALERMO E VA PRIMO

Sarebbe surreale raccontare il Brescia di quest’anno. Nessuno potrebbe prendere sul serio la loro storia, la stessa che racconta della loro dura cavalcata, che pochi mesi fa era solo utopia. Perché solo Palermo e Pescara poteva confrontarsi per conquistare quel primo posto in classifica. Le altre erano tutte considerate in lotta per la qualificazione ai play-off. E ora tutto sembra essere cambiato. La serie B regala verdetti sempre diversi, ancora difficile da realizzare. Nella stessa tana in cui le Aquile avevano raggiunto la vetta della classifica qualche mese fa, questa volta se la vedono sfilare da sotto i piedi, da un Brescia che ora è più di una semplice squadra su cui puntare. Ed ancora una volta allo scadere. Nuovamente nei minuti di recupero, come già successo a Perugia settimana scorsa o contro la Salernitana qualche giornata più in là. E pensare che furono proprio i siciliani i primi a farsi pericolosi: al 54′, Falletti va vicinissimo alla rete del vantaggio, ma la traversa si oppone al suo tiro. Ad un quarto d’ora dal termine, Roberto Stellone decide di dare spazio a Nestorovski che, servito da Trajkovski, non ci mette neanche tre minuti a portare i suoi in vantaggio. Sembra fatta, fin quando Tremolada, al 2′ di recupero batte Brignoli ed infila la rete dell’1-1, che conferma la prima posizione in classifica, già conquistata superficialmente cinque giorni prima contro il Carpi.

BUONAIUTO E CODA CASTIGANO IL CITTADELLA: L’ASSIST DEL PRIMO PORTA ALL’1-0 DEL SECONDO

Sarebbe amaro non agguantare i play-off. Più amaro perfino del viaggio di ritorno da Benevento. Anche se quest’ultimo forse è un motivo in più per correggere i propri errori. Capire cosa hanno sbagliato prima a Cosenza, poi con lo Spezia e, adesso, in Campania. Perché di questo passo la serie A rimarrà utopia, lo stesso sogno fatto ad inizio stagione dal quale il Cittadella non si sarebbe più voluto svegliare. Anche se, alla fine, perdere contro il Benevento potrebbe rivelarsi anche una scusante: gli Stregoni sono la squadra più in forma di questa seconda parte di stagione e per tornare al loro ultimo insuccesso dovremmo fare un ritorno al passato di oltre due mesi, quando lo scorso 9 dicembre l’Hellas Verona riuscì a strappare i tre punti al Ciro Vigorito. Purtroppo, però, le prime difficoltà dei Granata nel reggere l’offensiva avversaria sono emerse troppo presto. Infatti, dopo appena un quarto d’ora, già Improta e Bandinelli avevano sfiorato la rete del vantaggio. Poi la conclusione di Coda, giusto qualche minuto più tardi, a segnare finalmente la rete del vantaggio degli Stregoni. Il colpo di testa della punta giallorossa, colto da solo in area dalla pennellata di Buonaiuto, regalerà anche la terza posizione in classifica ai suoi, portandoli a nove punti di vantaggio dal Cittadella, ora decimo.

IL FOGGIA SPRECA UN’ALTRA OCCASIONE: CONTRO IL PADOVA È SOLO 1-1

Deludere proprio adesso sarebbe difficile da dimenticare. Soprattutto dopo aver visto cadere quelle lacrime dal volto di tifosi e calciatori. Dopo essere arrivati fino a qui in un anno di impegno e fatica. E irrompere così bene anche davanti all’Euganeo è un desidero che si fa reale. Anche perché i Biancoscudati non sono riusciti a rispondere definitivamente al buon calcio del Foggia, battezzato in settimana proprio da loro. Fa illudere quel gol di Chiaretti al termine della prima frazione di gioco. Un pallone sanguinoso perso da Andelkovic sulla propria trequarti lascia ripartire in contropiede gli ospiti con Busellato, abile a servire in area di rigore Mazzeo. L’attaccante rossonero vede poi infilarsi sul secondo paolo il suo compagno di reparto che in sforbiciata batte l’incolpevole Minelli. A confronto ormai chiuso, fa poi luce la realizzazione di Capello, qualche secondo prima dello scadere dell’ultimo minuto di gioco. La respinta corta di Agnelli sul traversone dalla sinistra di Trevisan diviene un grave errore difensivo, in grado di condannare anche il buon gioco del club ospite che non può comunque lamentarsi: partiti a -6 a inizio stagione, ora mancano solo quattro lunghezze per sorpassare quell’Ascoli, sempre più vicino ai play-out. Il Padova, invece, resta ancora intrappolato in quella zona della classifica e non si sa per ancora quanto tempo dovremo aspettare prima di vederli reagire, se ci sarà tempo.

AL SANDRO CABASSI, MELCHIORRI PUNISCE UN INDIFESO CARPI IN EXTRATIME

Arrivi ad un certo punto in cui provarci non è più l’importante. In cui sei obbligato a vincere, se poi non vuoi essere punito. Anche se alcune volte è troppo tardi, anche solo per tentare. E sei poi condannato ad un destino ingiusto, amaro, sovversivo. Ed ormai diventa difficile da ricordare il numero di punti che il Carpi ha perso all’interno del Sandro Cabassi, tra le sue mura amiche. E sicuramente lasciano discutere quelli di settimana scorsa. Gli stessi persi sabato contro il Perugia di Alessandro Nesta, sfuggiti proprio allo scadere dell’ultimo minuto di recupero. Non sempre il bel calcio premia con il risultato. E in pochi si sarebbero aspettati che quell’ultimo disperato tentativo di Verre, al 91′, si sarebbe poi trasformato in un assist per Melchiorri, proprio quello che li avrebbe aiutati a sorpassare il Carpi tra quelle mura, che sembrano sempre meno amiche, ora più che mai. Quell’ottava posizione è un traguardo da confermare, già settimana prossima contro il Cosenza, soprattutto ora che la Salernitana è così vicina ed Hellas Verona e lo Spezia non sembrano più essere così lontane. Mentre questa sconfitta, invece, per il Carpi ha anche un doppio volto, dove il secondo è ancor più cattivo del primo: gli Chèrp si giocano solo ora un’intera stagione, da diciannovesimi, pensando che un’altro errore potrebbe condannarli o un successo salvarli. Anche se ora l’inferno della Lega Pro inizia a farsi sentire, con la paura, dopo sei anni, di tornarci.

L’ASCOLI RIMANE VITTIMA DEL SUO DEL DUCA: LA SALERNITANA VINCE ED È NONA

Non sempre partire con il piede giusto può poi rivelarsi essenziale sul finale. Alcune volte basta poi una semplice distrazione per sentirsi puniti di tutto il lavoro svolto. Proprio come sabato, quando un’ottimo Ascoli non è riuscito a farsi sentire per tutto il confronto. Nonostante la buona prestazione, a concluderla è stata la Salernitana, forse più decisiva in fase offensiva e precisa in quella arretrata. Anche se, già nei primi minuti, la rete di Ninkovic aveva fatto sognare il Picchio, illuminando un Del Duca che non sembrava splendere come nelle scorse occasioni. Non attesa per molto tempo la successiva risposta della Bersagliera che ha prima riaperto il confronto con Calaiò, appena dieci minuto dopo la prima rete, poi con Casasola al termine del primo quarto d’ora e, infine, con Jallow, poco prima del termine della prima frazione di gioco. Relativamente inutile il gol del bianconero Beretta, arrivato solo al 48′, forse anche fin troppo tardi per riaprire un match già nelle tasche avversarie. A confermare ciò, poi arriverà anche la doppietta personale, ancora di Jallow, nuovamente per gli ospiti, pochi istanti prima dello scadere del sesto ed ultimo minuto di recupero. Una differenza di risultato che va ben oltre una cruenta sconfitta, per i primi, o una semplice vittoria, per gli altri. La Salernitana ora è nona, ad un solo punto dai play-off. Non erano mai stati così vicini. A differenza di un Ascoli che continua sempre più ad allontanarsi, divisa solo da quattro lunghezze dal Foggia e dai play-out.

IL COSENZA PUNISCE UNA RIVEDIBILE CREMONESE: AL SAN VITO TERMINA 2-0

La lunga cavalcata della Cremonese verso i play-off continua a farsi sempre più ardua. E ora quell’ottava posizione tanto sperata sembra solo un sogno dal quale nessuno vorrebbe mai svegliarsi. E nel mentre, anche il Cosenza, vittorioso al San Vito proprio contro gli uomini di Massimo Rastelli, li ha raggiunti in classifica. All’inizio di un primo tempo noioso e logorroico, i Bruzi si rendono protagonisti già al ventesimo minuto di un calcio di rigore a loro favore. Sul tiro di Baez, infatti, il tocco di mano di Caracciolo non passa inosservato a Niccolo Baroni, arbitro del match. Non riesce, però, nella realizzazione Litteri, fermato dall’intervento di Ravaglia a deviare la sfera in corner. Miracoloso, poi, ancora lo stesso portiere della Cremonese, sul colpo di testa, nuovamente, di Litteri, ancora in cerca della sua prima rete in campionato. Fortunato, invece, successivamente, sul palo colpito da Buccini e sul destro di Dermaku. Di lì in poi, sarà solo Cremonese la protagonista di un primo tempo da dimenticare. Prima l’errore di Strizzolo dinanzi Perina, poi l’espulsione di Terranova per la testata data a Baez. Cartellino rosso che regalerà le sue conseguenza solo nel secondo tempo, dapprima con Sciaudone, che di testa sfrutta un’ottimo cross da punizione. Quest’ultimo poi andrà più volte vicino anche alla doppietta personale, che però non arriverà. In ultimo, ad un solo quarto d’ora dal termine del secondo tempo, anche Baez commetterà un grave errore che fortunatamente non cambierà le sorti della partita: anch’egli espulso per doppio giallo, in occasione di una simulazione del tutto evitabile. Pochi minuti più in là, infatti, Litteri in area di rigore conquisterà un altro penalty. Anche questa volta, il tocco di mano di Rondanini non presenterà alcuna svista di Baroni. Dinanzi a Ravaglia, ora vi è Bruccini, che regalerà allo scadere altri tre punti ad un Cosenza che vola a ventisette, dodicesima in classifica, assieme alla Cremonese.

IL LECCE RIMONTA UN IMMENSO LIVORNO: DA 0-2 A 3-2

Fa illudere la prestazione del Livorno dinanzi il Via del Mare. Gli uomini di Roberto Breda riescono a far sognare i propri tifosi già nella prima parte della prima frazione di gioco. Quel Lecce, spaesato nei primi 45 di gioco, riesce però a svegliarsi solo nel secondo tempo, fortunatamente ancora presto per loro. Al 37′ minuto, l’Amaranto era infatti già avanti di due gol: dopo le lampanti battute dei padroni di casa, arriva anche la risposta, prima di Bogdan, che recupera un pallone sanguinoso sulla trequarti e spiazza Vigorito, e poi con Diamanti, circa cinque minuto più tardi, servito da Raicevic. Per rivedere il Lecce in partita bisogna aspettare fino al rientro in campo, al termine dell’intervallo. Un quarto d’ora dopo lo scocco della seconda frazione di gioco, il cross di Arrigoni troverà l’incornata di La Mantia. Pesante, poi, la successiva espulsione di Nicola Fazzi per Roberto Breda e i suoi uomini, che rimarranno in 10 per altri trenta minuti. Un’assenza che si farà sentire, già solo dopo qualche minuto: autore dell’assist del primo gol, Arrigoni Marocco non esiterà a calciare quel pallone giunto sui suoi piedi dopo una serie di rimpalli in area. All’ultima occasione del confronto, sarà poi Calderoni con un cross disperato a mandare per la seconda volta in rete La Mantia, che siglerà la sua doppietta personale e regalerà altri tre punti ai suoi compagni, che voleranno quarti in classifica, davanti ad Hellas Verona e Pescara e a soli cinque punti dalla vetta. Mentre, dall’altra parte del campo, il Livorno assaporerà ancora quell’amaro della sconfitta, in po’ meritata, un po’ no. Anche se quei venti punti pesano ancora: un’altra occasione sprecata li intrappola in quel purgatorio dei play-out, ora che la salvezza continua a farsi sempre più lontana.

LO SPEZIA ILLUDE ANCORA, MA AL PICCO E’ L’HELLAS A VOLARE

Probabilmente lo Spezia sarà già tornato sui campi da gioco. Meglio farlo ora che mai. Anche perché il confronto con l’Hellas Verona non è sicuramente stato il loro migliore di questa stagione. In quell’Alberto Picco, ora più freddo, e che non parla più di grandi Aquilotti. Forse la delusione nei volti dei giocatori è stata quella soddisfazione che ha colpito, d’altra parte, gli uomini di Fabio Grosso. Nonostante siano stati proprio i padroni di casa a partire forti, già dopo appena 300 secondi, quando d’astuzia, Mora, si avventa su una rivedibile respinta di Silvestri, insaccando la sfera in porta. Imminente la successiva risposta dell’Hellas Verona, arrivata dopo appena venti minuti: dopo l’occasione sprecata da Galabinov, il contropiede di Zaccagni, servito in prossimità del montante da Gustafson, ipnotizzerà Lamanna, incolpevole di quell’impeccabile pareggio. L’autore del medesimo assist, poi, si replicherà al rientro in campo. Servito da Di Carmine, il suo destro non lascerà ancora alcun possibilità di reagire all’estremo difensore in maglia di tinta bianco e nera. Un successo di un certo peso: ora lo Spezia non è più un peso per gli uomini di Fabio Grosso, avanti di due punti e già con un piede verso lo strappo del pass per i play-off di fine stagione.

LA CLASSIFICA DI SERIE B
  1. Brescia 43
  2. Palermo 42
  3. *Benevento 39
  4. *Lecce 38
  5. Hellas Verona 36
  6. *Pescara 35
  7. Spezia 34
  8. *Perugia 32
  9. Salernitana 31
  10. Cittadella 30
  11. Cremonese 27
  12. Cosenza 27
  13. *Venezia 26
  14. **Ascoli 25
  15. Foggia 21
  16. *Livorno 20
  17. *Crotone 19
  18. Padova 18
  19. Carpi 18

Le squadre segnate con affianco il simbolo * hanno disputato una partite in meno rispetto alle altre in gara.

Lorenzo Pompei

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