SOTTOVALUTATI – Guido “El Toro” Carrillo

Prima edizione della rubrica "Sottovalutati" in cui verrà dato il giusto riconoscimento a quei giocatori che non sono mai finiti (inspiegabilmente) sotto la luce dei riflettori

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Prende il via la nuova rubrica di LGS: “Sottovalutati”. Come si evince dal titolo, in questa rubrica parleremo di quei giocatori su cui la luce dei riflettori non si posa mai. Intendo inaugurarla parlandovi di uno di quei giocatori per cui io stravedo. Mi riferisco a Guido Carrillo, centravanti argentino dell’A.S. Monaco.

ESUBERANZA FISICA E TECNICA: ECCO CHI E’ GUIDO CARRILLO.

L’avventura europea di Carrillo comincia nel 2015, quando il Monaco lo preleva dall’Estudiantes (squadra in cui è cresciuto) per circa 9 milioni di euro. Il bilancio dell’ariete argentino a Montecarlo, tuttavia, può sembrare non particolarmente convincente. Se ci si affida unicamente ai meri numeri, i dati di Carrillo sono tutt’altro che sbalorditivi. Appena 13 goal realizzati in 71 presenze con la maglia dei monegaschi. Un bottino decisamente infimo per chi di professione fa il centravanti. Tuttavia, chi mastica di calcio sa che affidarsi ai freddi numeri, talvolta, può trarre in errore. Carrillo non è mai stato una prima scelta per il tecnico Jardim. Chiuso da Mbappè e Germain prima e da Keita poi, l’argentino non è mai riuscito a ritagliarsi una maglia da titolare per affiancare Falcao. Nonostante non sia mai stato titolare, la sua media realizzativa è comunque invidiabile. Al suo primo anno in terra francese ha realizzato 8 goal e sfornato 5 assist, in “appena” 1099′ minuti effettivamente trascorsi in campo. Analizzando le cifre, il conto è presto fatto. Carrillo ha disputato (per effettivo minutaggio) appena 12 partite intere. Vedendoli sotto questa ottica, i numeri dell’argentino assumono decisamente tutt’altra fisionomia.

LA VERVE REALIZZATIVA E QUEL RUOLO DA “BOMBER DI SCORTA”

La situazione per Carrillo non è cambiata neppure quest’anno. Le cessioni di Mbappè, Germain e Saint-Maximin non sono bastate a regalargli una maglia da titolare. L’argentino è stato scavalcato nelle gerarchie prima da Jovetic, Diakhaby e infine da Keita. L’ex Lazio è stato il colpo più oneroso (e probabilmente il migliore) dell’intera campagna acquisti dei monegaschi, non a caso ha “ipotecato” la maglia come spalla titolare del “Tigre“.

Sembrava essere l’ennesima stagione da comprimario per Carrillo, quando un giorno è cambiato tutto. I tanti infortuni (soprattutto nel reparto offensivo) gli spianano la strada e comincia ad avere più spazio. Lui la ripaga subito, come sa fare, realizzando una doppietta al Guingamp nel 6-0 casalingo della sua squadra. Si ripete, questa volta da subentrato, appena un mese dopo, quando strapazza con un’altra doppietta un inerme Troyes. Da quel momento, non si è più fermato. Tre giorni dopo, ecco un altro goal contro il Caen in Coupe de la Ligue. Prima di arrivare addirittura alla tripletta messa a segno contro il Moulins-Yzeure in Coupe De France. Con questi fanno otto reti stagionali per Carrillo, più un assist, in 794′ minuti giocati. Anche qui, il conto è presto fatto: sono circa 9 partite intere. Per l’esattezza, 8,8. Ciò che colpisce è la sua straordinaria media realizzativa, quest’anno addirittura di quasi un goal a partita. Inspiegabile come un calciatore simile possa vedere così poco il campo, a prescindere dalle alternative di lusso.

 

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DAL RIMPIANTO CAGLIARI ALLA “RINASCITA” AL MONACO

A suon di goal e prestazioni, Carrillo si sta ritagliando sempre più spazio nel 4-4-2 disegnato da Jardim. Non è ancora un titolare inamovibile, poichè la coppia Keita-Falcao sembra ancora la più complementare, ma è da considerarsi una prima riserva. Spodestata la concorrenza di un (ancora) troppo incostante Jovetic e dell’acerbo Diakhaby, Carrillo è pronto a conquistare il Principato a suon di goal. Sarebbe interessante scoprire cosa combinerebbe un ariete simile, giocando in una squadra che gli garantisca il posto da titolare. In estate ci aveva provato il Cagliari, per sostituire lo scontento Borriello, ma la valutazione dei monegaschi (circa 12-15 milioni di euro, ndr) aveva bloccato sul nascere la trattativa.

“El Toro”, come viene soprannominato in patria, può essere considerato un rimpianto per i sardi, dato che il suo valore sta crescendo in maniera esponenziale e non intende fermarsi. Grande fisicità, maestria assoluta nel gioco aereo e una discreta tecnica di base, abbinate ad una predisposizione naturale per il gioco di squadra. Tutte doti che fanno dell’argentino un centravanti completo, utile sia come pivot che come aiuto concreto alla manovra. A 26 anni è ancora nel pieno della maturità calcistica ed è destinato a crescere ancora.

Oltretutto, le sue reti non sono quasi mai “inutili”. Carrillo ha portato sei punti al Monaco con i suoi goal, più una qualificazione al successivo turno di Coupe de France e Coupe de la Ligue. Non solo: ha segnato ogni volta che è stato impiegato come titolare. Il suo score recita 3 goal in altrettante gare da titolare. Una garanzia assoluta di rendimento. Nella stagione che porta ai mondiali in Russia, Guido vuole ritagliarsi uno spazio da assoluto protagonista. Sebbene gli ostacoli che lo dividono dalla maglia della sua nazionale siano molti, lui non intende mollare. Lotterà, così come ha sempre lottato in campo su ogni pallone, per essere della spedizione. D’altronde, sognare non costa nulla. Specialmente se ti chiami Carrillo e segni con questa continuità. 

                                                                                                  Palleschi Terzoli Marco

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