Tavecchio risponde a Ventura: “Mai arrivate le sue dimissioni”

Carlo Tavecchio risponde per le rime alle affermazioni di Ventura

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Dimissioni? Quali dimissioni?” Carlo Tavecchio non perde tempo e risponde ad alcune delle esternazioni dell’ex Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Gian Piero Ventura, intervistato ieri sera da Fabio Fazio.

Tavecchio ha parlato a Radio Sportiva delle affermazioni dell’ex allenatore del Torino, senza cercare di tornare sul triste tema del playout con la Svezia. Ventura aveva affermato di aver proposto le sue dimissioni dopo lo striminzito pareggio con la Macedonia (1-1 a Torino), ma questa sua richiesta sarebbe stata rifiutata. L’ex presidente della FICG ha risposto per le rime, sostenendo che il mister abbia detto un’inesattezza: “Non posso sentire uno che dice in tv che ha dato le dimissioni, non mi risulta”. Poi continua, parlando degli altri pezzi importanti della nazionale azzurra: “Ho sentito Oriali, Ulivieri, Uva (rispettivamente Team Manager, Presidente dell’Associazione Allenatori e Vice presidente della UEFA, ndd), a me nessuno ha mai dato le dimissioni, anzi mi veniva detto che avremmo fatto un grande Mondiale. ‘In Russia stupiremo’, mi ripetevano, lo chieda a chi vuole. Io non faccio commenti su quel che dicono gli altri io dico solo quello che è successo e che a me è costato”. Tavecchio infatti è finito al centro d’infuocate polemiche e per questo, qualche giorno dalla sconfitta con la Svezia, ha dovuto cedere alle pressioni e si è dimesso. Era il 20 novembre 2016.

E’ su questo tema che Tavecchio non ci sta, affermando d’aver preso sulle spalle tutte le responsabilità: “Io mi sono dimesso, l’unico, il resto conta poco. Ho preso in carico tutte le tragedie di quel momento e le ho fatte mie anche se non ho mai fatto un tiro o calciato un rigore, anche se la Federazione aveva fatto cose importanti mi sono dimesso”. E dato che Ventura aveva affermato da Fazio della volontà di dimettersi dopo la brutta sconfitta con la Spagna (3-0 a Madrid), l’ex Presidente della Federazione ha affermato che, nonostante la prestazione pessima, non vi era ragione per un esonero: “Quale presidente che ha un contratto con un allenatore, che vince 7 partite con 2 pari e solo una sconfitta – anche se andare a fare il 4-2-4 è una cosa particolare – può esonerare un tecnico? Credevo che la situazione fosse superabile, dopo la gara in Svezia in cui abbiamo perso solo 1-0 e per un autogol ero convinto ci saremmo qualificati. Io non ho avuto sentore di dissidi di spogliatoio, quando sono sceso dai giocatori ho visto ragazzi disperati”.

 

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La vicenda intorno alla gestione di Ventura resta tra le più controverse dell’età moderna della Nazionale Italiana. Il coach genovese ha più volte detto che avrebbe parlato solo in un secondo momento di cos’era andato storto, ma finora non ha ancora raccontato approfonditamente degli ultimi giorni prima del playout, quando tutto è andato a rotoli. Dalle affermazioni di ieri però già s’intuirebbe che la situazione fosse già delicata da mesi prima. Difficile il rapporto con la Federazione, con la quale evidentemente non c’è mai stata una relazione palese e sincera (Ventura ha veramente presentato le dimissioni o no?), e con la squadra (le ricostruzioni dei giornalisti più vicini all’ambiente giocatori sono state tra il comico e l’allucinante). Comunque sia, il risultato è stato quello che ormai tutti sappiamo: ad un paio di settimane dal Mondiale di Russia 2018, l’Italia è la principale Nazionale dalla grande tradizione a non partecipare. Questo, anche per causa di quelle incomprensioni che poi si sono trasformate in un brutto clima sportivo e politico.

Daniele Errera

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