Un calcio ai pregiudizi, premiata Sara Gama

Il XXII premio L’Altropallone consegnato a Sara Gama, riceve il premio sPace il St Ambroeus FC; tra gli ospiti anche Damiano Tommasi, Gianni Mura e Milly Moratti

0
448

Capitana della nazionale di calcio femminile ai Mondiali e leader della partita contro la discriminazione di genere nel mondo dello sport, Sara Gama riceve il XXII premio L’Altropallone per il suo impegno dimostrato fuori e dentro il campo.

Il X premio sPace è stato ricevuto dal St Ambroeus FC, prima squadra di migranti a iscriversi al campionato FIGC Milano, esempio di sport portatore di pace e valori universali.

IL PREMIO A SARA GAMA

“Forse non è un caso che l’anno scorso i ragazzi non si siano qualificati, ma lo abbiano fatto le ragazze, è frutto di un lavoro serio e profondo svolto in tutti questi anni. Non esiste il caso nello sport, tutto si conquista.”  Sono le parole con cui Gianni Mura, presidente della giura del premio L’Altropallone, introduce la premiata di quest’anno: Sara Gama.

Sara conferma, nulla avviene per caso : “Abbiamo lavorato tanto e ci siamo qualificate. Per tutte noi raggiungere questo obiettivo è stato un sogno, sia come atlete ma anche con la consapevolezza del periodo storico in cui siamo. La nostra qualificazione significa molto, ci aiuta a dar voce all’intero movimento del calcio femminile italiano, e questo ci ha dato una spinta maggiore. Quello che io ho fatto non è niente di speciale, nel mio quotidiano ho sempre cercato di migliorare la condizione delle mie compagne.

Migliorare le condizioni, perché ancora oggi lo sport femminile è vittima di ostacoli e stereotipi, specialmente nel gioco del calcio. Giovanni Di Domenico, presidente della onlus Altropallone chiede dunque a Sara un quadro della situazione del calcio femminile in europa rispetto a quello nostrano.

La capitana della nazionale, che ha esperienza anche in Francia con il PSG e a Los Angeles con il Pali Blues, conferma che in Italia, purtroppo, il ritardo è concreto.
Ma c’è fiducia: “In questi ultimi tre anni sono stati fatti più progressi rispetto agli ultimi venti, anche se rispetto ad altre nazioni siamo ancora indietro“.

E i numeri parlano chiaro. Ad oggi le calciatrici tesserate sul nostro suolo raggiungono quasi le 25.000 unità mentre in altri paesi la soglia delle 100.000 è già stata superata. Per esempio nell’Olanda campione europea in carica, o anche Francia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Norvegia e la Germania che ha ormai superato le 250.000 tesserate.

TRA LA GIURIA ANCHE DAMIANO TOMMASI

E i calciatori, cosa dicono delle calciatrici?” Chiede Giovanni Di Domenico a Damiano Tommasi, membro della giuria e premiato nel 2002 per il suo impegno sempre in prima linea.
Dal 2000 l’AIC rappresenta anche tutte le calciatrici italiane, Sara infatti ne è consigliera federale; dal 2015 abbiamo iniziato a lavorare con attenzione sul tema di calcio femminile e sui diritti necessari, le ragazze hanno scioperato se non avessero ottuenuto determinate garanzie ed esse sono state raggiunte. Il nostro primo obiettivo dev’essere raggiungere il professionismo per le calciatrici.”

Ma sono le tempistiche a preoccupare Gianni Mura, che incalza Tommasi chiedendo lucidazioni su quando si potranno osservare i primi risultati concreti. “Mi auguro presto” risponde il presidente AIC. Aggiunge Sara Gama “Il discorso è molto ampio perche c’è una legge da modificare e perciò è un argomento che va trattato a livello governativo e non a semplice livello di federazione“. Riferendosi alla Legge 23 marzo 1981, n. 91 che sancisce quali siano le discipline sportive professionistiche ( leggi l’approfondimento sulla situazione delle donne nello sport), dice: “Il professionismo è costoso e quindi le federazioni non vogliono farlo, deve intervenire una decisione governativa. Oggi il calcio femminile è maturo per diventare professionista, visti i numeri e i risultati; spero che il calcio possa fare da apripista anche per altri sport e colmi la disparità di genere che vede riconosciute come professioniste solo alcune discipline esclusivamente al maschile.

IL PREMIO SPACE AL ST AMBROEUS FC

Il premio sPace, alla decima edizione, viene conferito all’associazione distintasi per lo “Spazio alla pace”, coniugando sport, partecipazione, integrazione, cooperazione, solidarietà e coesione sociale.
L’obiettivo del premio è sensibilizzare l’opinione pubblica verso lo sport come strumento di aggregazione giovanile, educazione alla pace, tutela del bene comune in Italia e nel mondo. Per uno sport equo, solidale e popolare, contro il razzismo per l’integrazione, la solidarietà e tutela dell’infanzia e adolescenza.

A ricevere la X edizione del premio è la prima squadra di migranti ad iscriversi ad un campionato FIGC a Milano, il St Ambroeus FC, introdotto dal vicepresidente di Altropallone, nonchè socio fondatore della squadra, Gian Marco Duina Lo sport è in grado di essere strumento di coesione ed inclusione sociale; il St Ambroeus è un esempio nel quale addirittura lo sport anticipa dei processi storici e politici. La convivenza delle culture è un aspetto storico che avverrà inevitabilmente, ma che losport riesce a raggiungere i risultati prima di governi e politiche sociali”.

A ritirare il premio salgono sul palco in rappresentanza tre dei calciatori della squadra,  impegnati negli allenamenti, visibilmente emozionati e felici: Laye, Sangare e Dembele.

“Siamo molto contenti di giocare per il St Ambroeus, noi siamo i nuovi milanesi, la nuova squadra di Milano. E’ la nostra prima volta in FIGC e siamo molto contenti di essere qui. In campionato ci troviamo a metà classifica, mancano ancora molte partite e le vogliamo vincere tutte.

La consueta premiazione avviene con la consegna dei premi: l’ “altropallone” un pallone da calcio prodotto attraverso il fair trade, alternativo al pallone d’oro, ed un cesto di prodotti alimentari equosolidali oltre alla targa di riconoscimento.

Ai ragazzi del St Ambroeus viene chiesto se sui campi si sono mai imbattuti in episodi razzisti. La risposta è esemplare: “Sul campo abbiamo incontrato anche i razzisti, ma quando giochiamo a calcio pensiamo solo a giocare e fare goal.

Gian Marco Duina

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here