Il Napoli, l’Inter e un pareggio che sa di sconfitta per entrambe

Serviva una vittoria, arriva un pareggio che allontana entrambe le squadre dall'obiettivo stagionale, ed ora si fa dura..

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Napoli

 

Vincerle tutte per il Napoli era davvero impossibile. Venticinque partite su ventotto passate da capolista nonostante una rosa contata, due giocatori cardine fermi per infortuni gravi e tre competizioni da onorare è stato semplicemente eroico, a tratti fantascientifico, considerando che la Juventus (che vanta tre squadre ed attua un massiccio turnover) non si ferma da undici gare consecutive. Non si contesta ai partenopei uno stop che poteva starci benissimo in trasferta contro una delle squadre più toste del torneo, è il come che preoccupa: tanto possesso palla fine a se stesso, voglia di strafare, di arrivare fin dentro l’area piccola prima di tirare, in una partita in cui l’avversario si chiudeva benissimo e bisognava cercare di più conclusioni da fuori (era nelle corde di molti degli uomini di Sarri).

La pressione, indubbiamente, inizia a farsi sentire, la squadra sembra aver perso tranquillità, come se quella rete all’ultimo secondo di Dybala abbia scosso psicologicamente un ambiente che pregustava l’allungo sulla rivale ma che si è vista detronizzata di un primato che le spettava di diritto. Il blackout contro la Roma è stato molto di più di una semplice sconfitta (E probabilmente non sarebbe finita così se Lazio-Juventus fosse terminata 0-0), certi crolli incidono tanto sul morale e sulla tenuta mentale di un gruppo che, duole dirlo, sta lottando per un qualcosa di troppo grande.

PAREGGIO CHE SA DI SCONFITTA

Non siamo noi la squadra da battere” dice giustamente Sarri in conferenza stampa post partita, i bianconeri sono troppo forti, ma la sensazione è che dopo ventotto partite giocare senza ricambi, si stiano esaurendo le energie ed è palese che da qui alla fine saranno le qualità individuali ed il super calcio spettacolo partenopeo a fare da traino. Il pareggio, e diciamolo chiaramente, è una sconfitta a tutti gli effetti per entrambi i club, per un Napoli che doveva a tutti i costi restare in scia della Juventus e per l’Inter che avrebbe potuto scavalcare la Lazio e tenere a distanza i cugini del Milan.

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Una partita che sembrava palesemente orientata verso il segno X, con i nerazzurri ben serrati in difesa ed i partenopei in assoluto controllo di uno sterile possesso palla, pochissimi tiri, pochissimi pericoli creati all’avversario, niente di niente. Si è respirato per tutti i novanta minuti il terrore di perdere più che la voglia di vincere e questo ha portato un solo punticino che, dal 1994 (anno in cui si passò ai tre punti per vittoria) non serve davvero a nulla. Ed ora lo scontro contro le Genovesi (per entrambe), un match sulla carta abbordabile per il Napoli, critico per l’Inter in casa della Sampdoria, alla ricerca di tre punti che diventano fondamentali per gli obiettivi stagionali (temporaneamente compromessi) di entrambe.

Antonio Borsa

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