US Open 2018: una retrospettiva su Naomi Osaka

Il profilo di Naomi Osaka, fresca vincitrice degli US Open

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Scopriamo qualcosa di più sulla nuova regina di New York. Nell’albo di Flushing Meadows dovrà essere aggiunto un nuovo nome: quello di Naomi Osaka.

E’ noto a tutti che la tennista giapponese ha un certo feeling con gli US Open, ma sarebbe stato veramente ardito aspettarsi tanto, invece Osaka ha sorpreso veramente tutti arrivando sul gradino più alto, superando ostacoli invalicabili e sorprendendo anche le più esperte.

SCOPRIAMO QUALCOSA DI PIÙ SU NAOMI OSAKA

La crescita della Osaka per tanti è vista come una processo troppo rapido, tenendo conto che la ragazza ha solo 21 anni si è già portata a casa Indian Wells e soprattutto gli US Open. Ha sempre dimostrato grandi cose in quella che lei considera “la sua America”. Di fatto è così in quanto la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti d’America quando la classe 1997 era in tenera età. Era il 2000 e la coppia di genitori (padre proveniente da Haiti, madre dalla terra del Sol Levante) decisero: Florida. Sport e racchette nelle vene: la sorella Mari è anch’essa tennista professionista.

Adesso ormai Osaka e sotto l’occhio di tutti: non era mai capitato che una giapponese vincesse uno Slam, è al settimo posto nel ranking. Ma ora sta a lei dimostrare quello che veramente è: una campionessa con un futuro brillante. Secondo molti il numero 1 dell ranking non è inaccessibile o lontano. Nel frattempo, lei sembra avere le idee molto chiare. Continuare con serietà e dedizione. E con la testa bassa. Quella che le ha permesso nella notte di vincere gli US Open proprio contro il suo idolo (nella cameretta a casa coi suoi genitori vi era un grande poster: quello di Serena Williams).

Ma la vittoria di Osaka descrive qualcosa di più, rispetto ad una semplice battuta d’arresto: sembra profilarsi un ricambio generazionale anche in campo femminile, tenendo conto che la classe ‘97 rappresenta una nuova famiglia: Ostapenko (1997, vincitrice del Roland Garros), Bencic (1997, vincitrice di Toronto) e Konjuh. E’ ora che le più esperte comincino a capire che le ragazze stanno arrivando a gran velocità ai massimi livelli.

Alessandro Bergamaschi

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