Wimbledon, al fotofinish è Djokovic a spuntarla

E' stata una sfida all'ultimo sangue, hanno lottato come due guerrieri, ma il bello del tennis è che il pareggio non esiste e alla fine è Djokovic a vincerla ed ad aggiudicarsi il 16esimo titolo Sla

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Wimbledon, il torneo in grado di regalare emozioni continue. La partita di ieri è stata la dimostrazione che il tennis è uno sport senza età. Da una parte c’era un ragazzo serbo, alto 1 metro e 88 centimetri, con due gambe da maratoneta ma l’agilità di una gazzella e la testa di un genio, di fronte a lui, oltre la rete c’è forse il tennis per Antonomasia, quel ragazzo ormai di 37 anni compiuti, con una bacheca piena zeppa di trofei che prova a scrivere la sua nona sinfonia nel torneo delle leggende, dove lui si trova a svolgere il ruolo della leggenda.

LA FINALE DELLE FINALI, DOVE IL CREPACUORE ERA UNA COSA QUASI CERTA

Sul campo centrale di Wimbledon si sono dati battaglia Djokovic e Federer, la sfida è durata 4 ore e 57 minuti, si sono giocati 422 punti, le percentuali direbbero un dominio di Federer e invece, il finale lo sapete già tutti…

Quei Tie Break che hanno piegato un Federer al massimo e hanno incoronato un Djokovic devastante, quei due Championship Point sul 8-7 del quinto sembrano aver messo fine alla battaglia, ma come in un’arena un guerriero non è un vinto finché non sferra il colpo finale, nel tennis vale lo stesso principio, finché non si sente l’arbitro esclamare “Game, Set and match”la partita non è finita, ed oggi ne abbiamo avuto la dimostrazione.

MA I NEXT DOVE SONO? E’ ANCORA DOMINIO DEI “VECCHI”?

I giocatori che adesso stanno veramente facendo la differenza sono tutti over 30, analizziamo questo torneo, la finale tra Djokovic e Federer vedeva in campo il serbo di 32 anni e l’elvetico di 37, potreste dire che è un caso, sì vero, ma analizziamo anche la semifinale, la prima semifinale vedeva il serbo contro lo spagnolo Roberto Bautista-Agut di 31 anni, la seconda lo svizzero contro lo spagnolo Rafa Nadal di 33 anni.

Penso che questa non sia solo fortuna ma sia la dimostrazione che finché questi sono nel circuito i “Giovani” non potranno esplodere veramente.

LA PAZZA REGOLA DEL TIE-BREAK SUL 12-12

Il tennis, come del resto tutti gli altri sport, è in continua evoluzione, i materiali diventano sempre più innovativi, i giocatori sono sempre più curati e studiati, ma ritengo che cambiare una delle cose più emozionanti, cioè quella del quinto set a oltranza sia il risultato di un vero e proprio errore. Pensare che sia un Tie-Break a decidere una partita di cinque ore, dopo che i due hanno vinto due set a testa è alquanto imbarazzante, con questa regola non ci permetteranno più di assistere a imprese come quella di Isner-Mahut sempre a Wimbledon 2013.

UNO E’ IL VINCITORE MA DUE SONO I VINTI

Il vincitore è il serbo, è un fenomeno, è quell’uomo in grado di superare tutte le leggi della fisica, dove tutti penserebbero che sia impossibile lui smentisce e dimostra che nulla è impossibile, è solo particolarmente difficile. Una forza mentale straordinaria, mantenere la concentrazione per cinque ore non è una cosa tanto facile.

I vinti sono due, il primo è quello che ha svolto il ruolo anche del vincitore; il secondo è quell’uomo che ha fatto sì che questa finale la si ricorderà per sempre. Il tutto si è svolto sotto un’atmosfera pazzesca, sotto il cielo londinese e migliaia di persone venute da ogni parte del mondo per vedere come due alieni interpretano il tennis.

Chissà quante persone a piangere di gioia dopo il trionfo del serbo e chissà quante a piangere per la mancata impresa dello svizzero, ma noi, sì tutti noi, dobbiamo essere soddisfatti di aver potuto assistere alla finale più bella di sempre ed esserne lieti quando andremo a raccontarla a chi questa fortuna non l’ha avuta.

Grazie, Grazie e ancora grazie Nole e Roger, senza di voi non sarei così fiero di poter praticare questo magnifico sport…

Alessandro Bergamaschi

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