Wimbledon, analisi della prima settimana nel Main Draw maschile

La prima settimana di Wimbledon si è conclusa, come arrivano agli ottavi di finale i principali protagonisti del maindraw maschile?

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source: Matthew Stockman/Getty Images Europe

Con l’esclusione di Fabio Fognini, sconfitto da Jiri Vesely in 4 set 7-6, 3-6, 6-3, 6-2, cade anche l’ultimo baluardo del Bel Paese, proprio all’ultimo passo dal giro di boa di Wimbledon 2018. E’ infatti finita la prima settimana dello slam londinese: vediamo come arrivano agli ottavi di finale i principali protagonisti del main draw maschile:

RE ROGER SENZA PATEMI, RAONIC E TSITSIPAS SI GIOCANO LA SEMIFINALE?

Nella parte alta del tabellone, Roger Federer ha passato una prima settimana tutto sommato tranquilla, in linea con le aspettative – molto alte – che si hanno sul 7 volte vincitore di Wimbledon: vittorie senza troppo sforzo con Lajovic, Lacko e Struff, ma ancora una volta a colpire è la condizione fisica che, rispetto al torneo di Halle, è tornata ad essere molto buona. Il primo rivale che potrebbe creare qualche serio grattacapo allo svizzero sembra essere ai quarti di finale il bombardiere sudafricano Kevin Anderson, sempre molto pericoloso sulle superfici veloci. Agli ottavi Federer incontrerà il francese Adrian Mannarino, mentre Anderson affronterà Gael Monfils che ha appena eliminato dallo slam un grande esperto sull’erba, nonché cliente scomodissimo per tutti, l’americano Sam Querrey.

 

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Sempre nella parte alta del tabellone, abbiamo un Milos Raonic in grande forma che, anche grazie ad abbinamenti fortunati, ha vinto agevolmente tutti i suoi match fino ad adesso, perdendo solo un set con la sorpresa austriaca Dennis Novak. Ottavi di finale alla sua portata contro l’americano Mackenzie McDonald, altra bella novità di Wimbledon 2018. Gli ultimi ottavi di finale vedranno disputarsi una sfida molto equilibrata e tra Stefanos Tsitsipas e John Isner: giovane, dinamico e spettacolare il greco, esperto, solido e bombardiere il gigante americano. Entrambi i giocatori si stanno esprimendo alla grande in questo periodo: il giovane Tsitsipas è in incredibile ascesa e sta iniziando a diventare una costante il suo approdo in alte posizioni dei tornei importanti, mentre John Isner sta vivendo letteralmente una seconda giovinezza, dimostrando quasi di giocare meglio adesso, come se l’età gli abbia tolto alcune pressioni dalle spalle che lo portavano a bloccarsi nei momenti importanti.

MOLTO BENE NADAL E DJOKOVIC, CHE RITORNO NISHIKORI! 

Novak Djokovic fisicamente c’è. I miglioramenti negli ultimi 3/4 mesi erano già evidenti, ma questo Wimbledon sta forse dando la prova del nove il serbo, che anche ieri ha stupito per la facilità con la quale ha battuto un avversario scomodissimo, nonchè sempre sottovaluto dai più, il padrone di casa Kylie Edmund. Il vero problema adesso per Nole non è Khachanov agli ottavi (avversario scomodo, ma che arriva da 2 maratone al quinto set), ma la tenuta mentale: nelle ultime partite importanti, ad esempio con Cecchinato al Roland Garros, ed in finale al Queen’s con Cilic, ha dato segni di non essere ancora pronto mentalmente a vincere grandi match, riuscirà a sbloccarsi in questo torneo? Vedremo una molto suggestiva semifinale Djokovic- Nadal?

L’ottavo di finale tra Nishikori e Gulbis è un match tra ammazza-grandi: il redivivo lettone ha appena escluso dal torneo Alexander Zverev, non proprio una sorpresa visto che ormai ci stiamo abituando alle uscite premature dai grandi Slam del giovane campioncino tedesco; Kei Nishikori invece estromette con una facilità sorprendente il favorito alla vigilia Nick Kyrgios: grande soddisfazione per l’atleta del Sol Levante, tornato finalmente ad alti livelli dopo più di 2 anni di alti e bassi dati dalla sempre precaria condizione fisica.

 

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Per Rafael Nadal la conclusione della prima settimana è forse più importante che per gli altri: negli ultimi anni aveva sempre patito un po’ i primi giorni, sia perchè i campi sono di certo più veloci rispetto alla seconda settimana, sia perchè era difficile adattarsi subito, in un torneo così importante, al cambiamento di superficie. Problemi che  quest’anno non sembrano esserci stati per il maiorchino, il quale ha disputato una prima settimana quasi perfetta, dando l’impressione che, complici i campi più lenti ed una rinnovata fiducia sul suo gioco in erba, possa veramente dire la sua sui campi di Wimbledon, cosa che non succede più da tanti anni ormai (sempre se un certo Del Potro è d’accordo, probabile avversario nei quarti di finale). Se prima la domanda era sul quanto fosse possibile una semifinale Djokovic-Nadal, la domanda seguente viene spontanea: esattamente 10 anni dopo, quanto sarebbe bello un altro Fedal in finale a Wimbledon?

Enzo D’Andrea

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