Wimbledon, le favolose emozioni dei quarti di finale

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UN OTTIMO ĐOKOVIĆ BATTE NISHIKORI

Dopo le lamentele dei giorni scorsi è Novak Đoković ad aprire il programma sul campo centrale dell’All England Club con Federer “costretto” al campo numero 1.
Il serbo riesce quindi a confermare l’ottimo inizio di torneo con una prestazione che ricorda quelle dei tempi migliori.
Nishikori prova a fare opposizione per due set dove lottando riesce a fare partita pari con l’ex numero 1 al mondo. La svolta della partita è da ritrovarsi nel quinto gioco del terzo set dove il tennista nipponico spreca 3 palle break consecutive. Da quel momento in avanti Đoković concede solo 4 game al suo avversario archiviando la pratica con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-2, 6-2.

 

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IMPRESA DI KEVIN ANDERSON CHE RIBALTA 2 SET CONTRO ROGER FEDERER

I fuochi d’artificio arrivano però dal campo numero 1 dove il Re in esilio dal suo amato campo centrale si fa rimontare due set di vantaggio dal sudafricano Kevin Anderson.
Il primo set è giocato in maniera magistrale da Federer che mantiene un invidiabile rendimento al servizio abbinato ad un’ottima efficacia in risposta che gli consente di portare a casa il parziale con il punteggio di 6-2.
È nel secondo parziale che il Re comincia però a dare segni di cedimento. Dopo aver recuperato un break, riuscirà ad aver ragione del tennista sudafricano soltanto nel tie-break.
Il terzo set sembra scorrere via verso un altro tiebreak fino al fatidico decimo gioco, vero punto di svolta del match, dove Anderson riesce ad annullare un pericolosissimo match point. I due game successivi sono un turbinio di emozioni, complice un Federer molto falloso che perde il servizio e spreca 3 palle break consecutive nel game che sancirà la conquista del terzo set per Anderson.
Nel quarto e nel quinto set Federer avrà due palle break importanti, ma non sembra mai dare l’impressione di essere totalmente concentrato sulla partita, forse ancora con la testa al match point e alle occasioni sprecate nel terzo parziale.
Kevin Anderson riesce quindi ad imporsi 13-11 al quinto riuscendo a cogliere i momenti importanti del match aiutato da una grande solidità al servizio.

 

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È DI NADAL LA PARTITA DEL TORNEO, APPLAUSI PER DEL POTRO

Qualitativamente senza dubbio il miglior match dell’anno è il secondo quarto di finale giocato sul campo centrale. I due giocatori danno vita ad una battaglia di quasi 5 ore che vede spuntarla lo spagnolo costretto agli straordinari da un Del Potro formato deluxe.
Nelle primissime battute dell’incontro il maiorchino sembra padrone della situazione fin quando, dopo essersi portato un set avanti, perde la battuta nel nono game del secondo set, mandando l’argentino a servire per il set. L’immediato controbreak non riesce a sovvertire le sorti di un set che DelPo porta a casa dopo un rocambolesco tie-break.
Il secondo passaggio a vuoto di Nadal nel quarto set non è perdonato dal suo avversario che ne approfitta per mettere la testa avanti nel conto dei set.
Gli ultimi due parziali, in cui i due tennisti macinano vincenti, sono uno spot per il tennis. L’intelligenza tattica del tennista di manacor farà la differenza nei punti importanti complice anche il dritto talvolta ballerino di Del Potro quando la palla è cominciata a farsi più pesante. L’argentino però esce tra la standing ovation dell’All England Club mentre Nadal agguanta la semifinale con il punteggio di 7-5, (8)6-7, 4-6, 6-4, 6-4.

 

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È DI ISNER LA GARA DEI SERVIZI

Sul campo numero 1, il secondo quarto di finale comincia con un’ora e mezza di ritardo rispetto a quello sul centrale, ma termina incredibilmente prima. Forse non troppo incredibilmente, considerando i due tennisti in campo.
Milos Raonic e John Isner sono senza dubbio due tra i migliori battitori del circuito, ma l’americano oggi è entrato in campo con un altro piglio.
Dopo il primo parziale perso al tie-break, Long John cambia decisamente marcia. Nel secondo tie-break dell’incontro è lui che fa e disfa, riuscendo comunque a chiudere contro un passivo Milos Raonic.
Cala anche il rendimento al servizio del canadese nel terzo e nel quarto parziale dove sono fatali due break che consentono a Long John di raggiungere Kevin Anderson in semifinale con il punteggio di (5)6-7, 7-6(7), 6-4, 6-4.

 

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Gianmarco Fetoni

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