Wimbledon, l’incertezza del tabellone femminile

Fuori nove delle prime dieci teste di serie dopo i primi tre turni

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CONFERMATA LA MANCANZA DI LEADERSHIP NEL CIRCUITO WTA

La prima settimana di Wimbledon lascia una sola certezza per quanto riguarda il tennis femminile: non ci sono certezze.

L’ossimoro è giustificato dall’uscita dal tabellone di nove delle prime dieci teste di serie del torneo, con la sola Pliskova rimasta in corsa.

Se da una parte si possono trovare delle scusanti per giocatrici come Wozniacki, Garcia, Stephens e Svitolina che non hanno mai brillato all’All England Club, e riuscendo anche a comprendere il calo di tensione della numero 1 al mondo Simona Halep (reduce dalla vittoria del suo primo slam), dall’altra parte è difficile trovare giustificazioni alle eliminazioni di Muguruza e Kvitova, indicate da molti come possibili finaliste.

Nelle tenebre scaturite dall’incertezza, provano a far luce con la loro tenacia Ostapenko e Kasatkina, vere e proprie mine vaganti del torneo. Con il passare dei turni, prendono sempre più quota le possibilità di vittoria delle due ex numero 1 al mondo Angelique Kerber e Serena Williams che, pur deficitaria dal punto di vista atletico, riesce a compensare con la potenza sull’erba di Wimbledon.

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CAMILA GIORGI APPRODA PER LA SECONDA VOLTA AGLI OTTAVI DI FINALE DEL TORNEO LONDINESE

In un torneo dove le outsider sembrano farla da padrone, si inseriscono anche i colori azzurri rappresentati da quella Camila Giorgi che ci ha deliziati con alcuni minuti di tennis sublime, alternati da preoccupanti black out. Se la tennista di Macerata però riuscirà a limitare i passaggi a vuoto e ad essere continua al servizio, allora rappresenterà un grattacapo per ognuna delle 15 tenniste in gara.
Chissà quindi che dopo l’effetto Cecchinato, non ci sia spazio anche per un momento di gloria per la nostra Camila. Non ci resta che aspettare la seconda settimana per scoprirlo.

Gianmarco Fetoni

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